ItalAfrica Centrale, in Libia 1 mld danni per imprese ma è solo inizio

18 February 2015
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Chambre of Commerce Italafrica Centrale

GAvvenireI"Nell'immediato, per le imprese italiane, e per la nostra economia, possiamo contare oltre un miliardo di euro di danni per quanto sta avvenendo in Libia. Ma è solo l'inizio". E' preoccupato il tono di Alfredo Cestari, presidente della Camera di commercio ItalAfrica Centrale, che, con Labitalia, fa la stima dei danni per le imprese italiane che hanno dovuto abbandonare la Libia.

"I nostri connazionali -continua Cestari- hanno dovuto lasciare in fretta e furia il paese, e con esso conti correnti, merci, attrezzature, contratti già pagati. E con la chiusura dell'ambasciata gli interessi economici sono fortemente a rischio. Non stiamo parlando delle grandi aziende tutte assicurate con Sace, ma di quella miriade di piccole e medie imprese, che dopo aver perso e mai riottenuto tutti i crediti che vantavano dal vecchio regime, adesso si erano timidamente riaffacciate nel Paese".

E la presenza italiana nel tessuto economico libico non è da sottovalutare, ribadisce Cestari. "Abbiamo 100-120 imprese direttamente presenti nel Paese -sottolinea- ma il numero di quante hanno rapporti commerciali col Paese è molto più alto".

Per Cestari, però, l'errore da parte di Italia e comunità internazionale è stato a monte. "Prima che Gheddafi cadesse -sottolinea Cestari- noi avevamo detto che non serviva rimuoverlo e lasciare il Paese in mano alle diverse bande, ma piuttosto lo si doveva mettere alla guida di un governo di transizione capace di portare il paese al voto in 12 mesi, con procedure controllate".

E adesso, avverte, "sono stati fatti altri errori". "Serviva subito un intervento, non si doveva lasciare il Paese e l'ambasciata, mettendo a rischio vita e interessi economici dei nostri connazionali. Il nostro Paese doveva intervenire subito, sia per la vicinanza dei confini sia per gli interessi che abbiamo sempre avuto con la Libia", sostiene.

E per Cestari il peggio deve ancora arrivare. "Nelle prossime ore -conclude- con un Paese allo sbando rischiamo di vederci arrivare sulle nostre coste una miriade di disperati, con un danno economico e sociale enorme per il nostro Paese. Senza dimenticare i rischi che corriamo, dal punto di vista terroristico, come Paese ospitante l'Expo".

RASSEGNA STAMPA

ADNKronos 21/04/2015: ItalAfrica, risorse a imprese italiane per progetti cooperazione in paesi migranti

Xinhuanet: News analysis: To stabilize Libya is key to address migrant crisis, Italian experts say

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