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Webinar Sud Polo Magnetico - ZES

16 July 2020
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Chambre of Commerce Italafrica Centrale

zesInternazionalizzazione e condivisione dei mercati; avvio operativo delle Zone Economiche Speciali per accrescere l’attrattività degli investimenti; un progetto con la “bussola” della programmazione orientata sul “Sud Polo Magnetico”; semplificazioni e sburocratizzazione: sono gli ingredienti principali della “ricetta”  presentata dall’ingegnere Alfredo Cestari, presidente del Gruppo omonimo e della Camera di Commercio ItalAfrica nel corso del webinar che si è tenuto il 15 luglio sul tema “Le Zone Economiche Speciali per nuove opportunità di investimenti”. Proposte, confronto, dibattito e riflessioni partono dalla consapevolezza diffusa che l’emergenza sanitaria ha aggravato al Sud la stagnazione strutturale e gli atavici gaps infrastrutturali ed economici, accrescendo l’allontanamento dalle altre regioni del nord più avanzate e accentuando lo spopolamento di vaste aree geografiche. 

“Se non si interviene con strumenti adeguati e con tempi certi – ha sottolineato Cestari – le previsioni che si fanno da più parti per il prossimo autunno nelle regioni meridionali rischiano di essere ancora più drammatiche. Per questo insistiamo: la straordinaria opportunità rappresentata dalle Zes non sia resa vana dalla burocrazia. Si pensi solo che un imprenditore è costretto ad aspettare sino a 10 anni per una pratica di valutazione ambientale per un investimento”. Dunque l’invito è ad intervenire sulle regole del nostro sistema che notoriamente tende più a frenare le attività economiche che ad incentivarle. Per questo motivo assume importanza centrale un’azione di sburocratizzazione capace di rimuovere i mille vincoli procedurali in presenza dei quali, una volta finita l’emergenza, il Paese collasserà. 

La necessità di sburocratizzare è stata sottolineata anche dal professor Piero Sandulli, ordinario di Diritto Processuale Civile dell'Università di Teramo, intervenuto al webinar, che ha dichiarato: "Se davvero vogliamo far decollare le ZES dobbiamo avere norme in grado di essere facilmente intese e applicate. Cosa che in Italia capita di rado. Esiste un serio problema di semplificazione che il Legislatore continua a ignorare. Il risultato è l'incapacità di sfruttare a dovere i fondi europei, la perdita continua di opportunità di crescita economica e un mancato bilanciamento tra sede nazionale e sedi locali delle ZES stesse. Accanto a questo e' indispensabile, per captare nuovi mercati, dotarsi di strutture adeguate per uscire da crisi economica, attraverso la realizzazione di opere pubbliche che creino infrastrutture per rendere appetibile il Meridione come luogo di business".

Esempio di corretto sviluppo delle Zes è stato portato da Shuai Gao, presidente dell'Associazione per lo sviluppo economico e culturale internazionale: "Quando parliamo di Zes è indispensabile individuare le funzioni operative concrete non limitate a singole aree regionali. Occorre una visione più ampia, come in accade in Cina. È necessario ipotizzare l'Italia come un grande hub che apre le porte agli investitori del Mediterraneo, dell'Africa e del Medio Oriente. Ci sono già una serie di imprenditori cinesi pronti ad investire nelle Zes del Mezzogiorno qualora ci fossero finalmente le condizioni idonee". Importante il contributo offerto dal Presidente della Regione Molise, Donato Toma, su come il Sud si stia attrezzando per valorizzare le Zes: "Puglia e Molise, che fanno parte della Zes adriatica, sono pronte ad attivarsi e a scendere in campo con un gruppo di lavoro apposito che sostenga gli imprenditori che intendono investire al Sud. Siamo pronti e operativi con uno sportello unico amministrativo che offre pacchetti delle opportunità di investimento che prevedono l'accompagnamento della nostra struttura per aiutare imprenditori a orientarsi nelle pastoie burocratiche. A questo proposito, condivido a pieno la richiesta di semplificazione che si leva dalle aziende e dai professionisti". Il ruolo dell'Italia nello scacchiere del Mediterraneo è stato sottolineato anche da Pietro Spirito, presidente dell'Autorità Portuale di Napoli che ha lanciato l'allarme: "Dobbiamo comprendere che è indispensabile ragionare in termini di politiche economiche che favoriscano investimenti in Italia. Non basta la fiscalità di vantaggio. Serve un piano strategico di sviluppo e di governo dei processi. È chiaro che per attirare investimenti ci devono essere tempi certi per poter dare impulso alla ripresa degli investimenti e ai nuovi insediamenti. Le Zes sono state regolate da tre Dpcm che hanno ingessato molto la normativa. Istituzioni e imprese rischiano di rimanere schiacciate". Sulla stessa linea il suo omologo Sergio Prete, numero uno dell'Autorità Portuale di Taranto: "La competitività dei porti deve essere messa a sistema e sulla scorta delle criticità serve un intervento normativo per far si che le Zes soddisfino l'interesse nazionale e quello dei porti del Sud che devono ampliare i traffici di riferimento. Bisogna puntare allo sviluppo delle zone logistiche semplificate che fanno la differenza nel Sud e sono strategici per migliorare l'accessibilità ai nuovi mercati". 

zes2La strategia al centro del webinar con la partecipazione, come detto, di amministratori e dirigenti di Regioni, esperti, studiosi, imprenditori anche esteri- trova fondamento operativo nel progetto “Sud Polo Magnetico”. Parole d’ordine: innovazione, trasformazione, potenziamento, infrastrutturazione e progettualità. Le risorse sono tante ed appartengono ai territori e alle grandi vocazioni di aree sconfinate di territorio. I dettagli del progetto, finalizzato al rafforzamento della cooperazione economico-sociale tra le regioni del Sud e quelle del Nord, tra Mezzogiorno e Paesi Africani, oltre che esteri, individua nel Mezzogiorno l’hub naturale per sviluppare l’interazione commerciale e produttiva, in particolare, tra Europa e continente Africano. «La Camera di commercio ItalAfrica Centrale – ha detto il Presidente Cestari – sta attivando tutti i canali indispensabili per avviare un tavolo di confronto con questi Paesi che veda protagoniste le imprese del Sud con il sostegno e il coordinamento dei ministeri del sud, dello sviluppo economico, del turismo e degli esteri. L’obiettivo è quello di orientare una cospicua fetta dei 100 miliardi per la cooperazione rafforzata tra Unione Europea e Africa verso i rapporti tra il Mezzogiorno d’Italia e i paesi dell’Africa centrale». «Si è deciso di intervenire guardando al sud del mondo affinché si mettano sul tavolo risorse economiche, competenze e sinergie. È necessario farsi trovare pronti in vista della ripresa dei mercati internazionali per creare nuove opportunità di sviluppo e investimento per le aziende italiane in grado di creare valore sull’altra sponda del Mediterraneo in particolare nei settori dell’agroalimentare, la siderurgia, l’energia, il turismo con reciproci vantaggi». Guardiamo anche con molta attenzione la grande risorsa rappresentata dai giovani, delle donne, delle fasce più deboli e soprattutto delle imprese: Ciò che ci sta a cuore è il loro futuro, quello che accadrà alla ripartenza post coronavirus, quello di cui avrà bisogno il nostro Mezzogiorno nella seconda fase della pandemia, e come possiamo noi orientare le nostre impresa affinché abbiano delle possibilità certe di ripresa, evitando il dilagare della disoccupazione che potrebbe tramutarsi in rivolta sociale”.

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