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Burundi Economia

25 Gennaio 2010
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BurundiQUADRO MACROECONOMICO

Il Burundi non ha sbocchi sul mare ed è un paese povero di risorse naturali. Anche il settore manifatturiero è poco sviluppato per cui la principale risorsa economica del paese risulta essere l'agricoltura, la quale viene distinta in agricoltura di sussistenza mais, miglio, sorgo, manioca, patate, legumi e agricoltura di piantagione  caffè,  cotone e  tè. In particolare, il caffè rappresenta circa il 90% del valore delle esportazioni.

La domanda interne  viene soddisfatta dai prodotti derivanti dall’allevamento e dalla pesca quest’ultima praticata ancora con sistemi rudimentali.
Il settore primario occupa oltre il 90% della popolazione attiva e fornisce quasi il 50% del PIL.
Le risorse minerarie sono scarse e poco sfruttate, ma la recente scoperta a Musongati di giacimenti di nichel potrebbe, nel breve periodo, modificare questa situazione.

Piccole quantità di oro e di tungsteno sono estratte nelle miniere di Muyinga .
Nella capitale sono presenti piccoli impianti tessili e fabbriche di birra, sigarette, zucchero, calzature e cemento.
Il Burundi ha aderito alla Comunità dell'Africa orientale (EAC), che dovrebbe incrementare i legami per il commercio regionale.

OPPORTUNITÀ COMMERCIALI PER LE IMPRESE ITALIANE

Elevate opportunità di investimento presenta il settore agricolo, favorito  da un terreno molto fertile e abbondanti piogge.
Le esportazioni in Burundi  riguardano alcuni prodotti agricoli, quali:  caffè, tè, cotone prodotti ortofrutticoli, (frutta tropicale, fiori recisi, ortaggi ed erbe aromatiche), lo zucchero, le bevande, il tabacco, canna da zucchero, pomodori e olio di palma.

In Burundi esiste però un’oggettiva difficoltà per la  conservazione e il confezionamento dei cibi dovuta alla scarsa conoscenza dei metodi e alla carenza di tecnologie.
Il Burundi è ricco di giacimenti minerari e metalli preziosi.
Studi recenti confermano numerose riserve di nichel, cobalto, platino, ferro, titanio e vanadio.

Sono in corso programmi di agevolazioni e promozione degli investimenti al fine di rendere più sicuri ed attraenti gli investimenti nel Paese.

INDUSTRIA

La tipologia tipica del settore industriale è principalmente quella dell’industria agroalimentare.
L'industria è essenzialmente imperniata sulla trasformazione delle materie prime agricole.
Il distretto di Bujumbura è il fulcro dell'attività industriale. Il settore industriale contribuisce per circa il 18% del PIL totale.

Si parla di trasformazione di caffè, tè, cotone, legno e oli commestibili. Ci sono numerose industrie di piccole dimensioni che producono oggetti di uso quotidiano come le scarpe, coperte, mobili, sapone, prodotti in metallo e insetticidi.

Anche quello mineriario è un settore chiave in Burundi, ma in qualche modo il suo potenziale non è stato ancora pienamente utilizzato.

Il settore edile costituisce un nuova prospettiva. Diversi progetti di costruzione sono stati avviati a Bujumbura. Il settore industriale ha subito un'ondata negativa durante la guerra con la conseguente irrogazione di sanzioni. In questo senso la crescita del mercato interno è stata ostacolata.Tuttavia non possiamo non considerare il fatto che la crescita del settore industriale dipende dalla disponibilità di infrastrutture poco sviluppate così come, dalla instabilità politica.
 


RISORSE ESTRATTIVE

Il Burundi possiede numerosi giacimenti di minerali e metalli preziosi tra cui: nickel, rame, cobalto, platino, ferro di titanio e vanadio. Sono presenti anche grandi giacimenti di uranio, oro, petrolio, ossidi di terre rare, la torba, fosfati, piombo, ecc.

SETTORI IN ESPANSIONE

L'agricoltura è il motore trainante nell'economia Burundese.

Essa funge da stimolo per  lo sviluppo industriale degli impianti in particolare delle infrastrutture energetiche, dei trasporti ma anche delle nuove tecnologie dell'informazione (TIC).


LEGGE SUGLI INVESTIMENTI

Una legge sugli investimenti è stata approvata dal Parlamento. Oltre ai vantaggi tradizionali in materia di imposizione e di cambio, il codice prevede :

 

  • la Libertà di libera impresa;
  • la libertà di residenza e dei diritti di proprietà;
  • l'uguaglianza tra i cittadini e gli stranieri in termini di acquisizione della proprietà;
  • libero trasferimento di capitali, delle entrate e dei profitti;
  • la garanzia contro l'espropriazione e la nazionalizzazione illegale e arbitraria;
  • il  riconoscimento della competenza del Centro internazionale per la risoluzione delle controversie, ecc.

Parallelamente è stato posto in attuazione un programma di investimenti per migliorare le infrastrutture di base, che andrà ad incrementare la posizione del paese nella graduatoria dei migliori siti riguardanti gli investimenti.
Questo programma prevederà: un sostenziale accrescimento dell'offerta di energia con l'obiettivo di soddisfare le esigenze di nuovi investitori ed il potenziamento e la riqualificazione delle strade che collegano i corridoi degli scambi commerciali tra il Burundi e i Paesi vicini.


LE ZONE FRANCHE INDUSTRIALI

In Burundi sono state create zone franche industriali con l’obiettivo di favorire le produzioni volte all’esportazione.

Gli incentivi all’investimento nelle zone franche comprendono gli alleggerimenti fiscali ovvero dispensa dal regolamento industriale, esonero dei diritti d’importazione ed esportazione, soppressione delle regole che esigono che gli investitori stranieri si associno a dei partner locali; garanzie nette contro gli espropri, assicurazione della sicurezza fisica e accesso  efficace alle comunicazioni e alla rete dei trasporti.


IL SISTEMA FISCALE

Il Sistema fiscale  si basa principalmente sulle imposte indirette, che rappresentano circa il 75% del gettito fiscale complessivo.
Le imposte indirette sono: 

  • la transazione fiscale (TT), che genera una notevole quantità di entrate per il governo, fissata al 17% (simile all’ imposta sul valore aggiunto) e che viene pretesa presso i valichi di frontiera;
  • l'imposta di servizio fissata al 6%.

Diverse da quelle sul reddito delle persone fisiche e dell'imposta sulle società, nel paese vi sono anche imposte sulle importazioni, i beni e servizi:

Le importazioni sono tassate in quattro categorie:

  • 0% per i prodotti di base;
  • 5%, generalmente applicato sulle attrezzature;
  • 15%, applicato alle importazioni intermedie (semilavorati) e mezzi di trasporto di massa;
  • 30% applicato alle importazioni di consumo.

Oltre ai dazi di importazione, le importazioni possono essere sottoposte ad ulteriori tasse:

  • tassa di servizio del 6%.

Esiste poi l’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) pari al 18%.
Per quanto riguarda le imposte sulle esportazione sono pari a zero nominale.
 


ACCORDI COMMERCIALI

Il Burundi ha stipulato con l’Italia accordi per evitare la doppia tassazione.
Sono inoltre in vigore i seguenti accordi e trattati bilaterali:
 

 

  • Accordo di COTONOU;

 

  • ICSID (arbitrato facilitato dalla Banca Mondiale);
  • Convenzione di New York sul riconoscimento e rafforzamento dell’arbitrato Internazionale.


DAZI DOGANALI

Fino a poco tempo fa, il Burundi ha praticato un regime relativamente chiuso con scambi caratterizzati da alte barriere tariffarie e non tariffarie. Molte delle barriere non tariffarie sono state abolite nel 1990, mentre la struttura delle tariffe di importazione è stata rivista per la prima volta  nel 2003. In particolare con la riforma si è avuta la  riduzione del tasso massimo tariffario dal 100% al 40%. Successivamente nel 2005 il tasso tariffario è stato nuovamente ridotto al  30%.

Il Burundi come membro della Comunità dell’Africa Orientale (East African Community - EAC), ha firmato un fondamentale protocollo volto ad istituire un’area di libero scambio tra i Paesi membri dell’Africa dell’Est, un vero e proprio mercato comune che entrerà in vigore a partire da luglio 2010.

LA PROPRIETÀ PRIVATA

Ogni individuo ha il diritto di proprietà. Nessuno può essere privato della sua proprietà se non per  un interesse pubblico nei casi e nei modi stabiliti dalla legge.

 

 

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