"Buone opportunità di investimento in Congo per gli imprenditori"

12 Aprile 2010
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"Buone opportunità di investimento in Congo per gli imprenditori"
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"Al termine del suo viaggio ufficiale (è stato ospite dapprima nella sede della banca Mondiale a Washington, poi al Governo della Unione Europea a Bruxelles ed in ultimo a Parigi), ha sentito il bisogno di accollare l'invito, da me rivoltogli, e giungere qui, al Consolato di Napoli, per rivedere i suoi amici italiani", Con queste parole il Console A. C. Cestari ha introdotto la presenza del Ministro della Sanità del Congo, Emile Bongeli Yeikelo Ya Ato. Era lo scorso ottobre: periodo favorevole soprattutto per fare il punto nella sede di Italafrica, con una personalità istituzionale così importante, a poche settimane dalla concretizzazione della Fiera Internazionale di Kinshasa. "Mi preme dire - ha subito attaccato il Ministro - che provo un certo disagio nel constatare come i contatti tra Roma e Kinshasa in questo periodo si siano un pò raffreddati. L'Italia è tutto sommato poco presente nel mio Paese che, giorno dopo giorno, sta invece dimostrando di sapersi costruire un futuro. La sua posizione geografica, le notevoli potenzialità non del tutto espresse, il grande mercato rappresentato da una popolazione di 60 milioni di abitanti, fanno della R.D.C lo Stato con i maggiori margini di crescila in Africa. Bisogna, allora, lavorare per ricostruire legami solidi tra Italia e Congo, partendo pro¬prio dall'amicizia in¬stauratasi con Italafrica e con i suoi imprenditori associati". Il Ministro analizza: "II mio paese non ha bisogno di beneficenza, ma di azioni che introducano il sistema di distribuzione di beni e conoscenze di cui abbiamo necessità. Il principio che, invece, deve animare ogni intervento va basato sull'economia; essa crea ricchezza ed è in grado, da soli, di determinare, produrre e sostenere il 'sociale'- Diventa, pertanto, fondamentale l'opera di investimento the il Governo Congolese chiede agli imprenditori occidentali. Portare lavoro nel nostro Paese significa indurre un meccanismo dì creazione di economia e di benessere che, da solo, sia in grado di assicurare la necessaria ricaduta sociale: e stato calcolato che ogni congolese che lavora può assicurare sostegno ad una famiglia, costituita da ben 15 persone: "Nella mia terra ci sono degli esempi mirabili di creatività italiana: imprese di siderurgia, di sistemi idroelettrici, di costruzione di strade, «li forniture di attrezzature elettromedicali per ospedali e raffinerie lavorano e guadagnano, creando ricchezza per il territorio. Esse sono apprezzatissime per la loro grande affidabilità e serietà. A voi, uomini d'affari, si chiede di esportare le conoscenze, le vostre competenze, di creare un sistema imprenditoriale solido e credibile. Da parte nostra, vi è, di contro, la promessa solenne di creare tutte quelle condizioni di pace e di stabilità di cui avete bisogno. Condizioni che ci sono richieste anche dagli enti internazionali. Personalmente ed in virtù dell'amicizia che mi lega al Console Cestari, mi impegno a farmi vostro referente nei confronti di tutti gli altri dicasteri affinché venga abbattuto l'ostacolo burocratico. Già, oggi, le condizioni di sviluppo sono concrete. Tanto che la Banca Mondiale, l'Unione Europea e la Banca Africana di Sviluppo hanno deciso di investire in K.D.C. Ciò significa che esiste una grande opportunità economica. Le imprese italiane possono e debbono concorrere in questa gara di ricostruzione e di sviluppo del Paese. Le vostre capacità sono elementi indispensabili per il nostro popolo". Il discorso entra nel particolare ed il Ministro accetta di discutere delle possibilità di investimento per chi propone ambiziosi progetti di informatizzazione. A tale riguardo, egli ha affermato: "In Congo esistono distanze enormi. Tra una città e l'altra, a volte, intercorrono i chilometri che separano Roma da Parigi... Tale vastità implica seri problemi di comunicazione e di controllo a cui si è finora tentato di ovviare con la fonia. C'è estrema esigenza di impiantare nuove tecnologie per mettere in rete le nostre città, unendo il centro alle periferie. Ogni iniziativa in tal senso sarebbe presa, senz'altro, molto sul serio dal nostro Governo". "Chi viene ad investire seriamente in Congo - ha risposto Emile Bongeli Yeikelo Ya Ato - si ritroverà, nel breve volgere di qualche anno, in una posizione indubbiamente vantaggiosa".



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