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Gli investitori italiani hanno solo l'imbarazzo

12 Aprile 2010
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Prima parte dell' intervista a Umba Ilunga, massima autorità di Rosa Santomauro della RDC in Italia.


Eccellenza, alla guida della Repubblica Democratica del Congo c'è attualmente un governo di transizione che sta amministrando il paese con democrazia e giustizia. Quali sono i progetti che questo governo sta portando avanti per la modernizzazione del paese?
In seguito alla crisi politico-militare che ha scosso la Repubblica Democratica del Congo dal 2 agosto 1998. gli obiettivi principali che il nostro governo di Unione Nazionale si è posto durante questo periodo di transizione riguardano la normalizzazione della vita politica, economica e sociale del paese.
Sul piano politico, si tratta di assicurare, da una parte, il ristabilimento dell'integrità territoriale e dell'autorità governativa su tutto il territorio nazionale e, dall'altra, la creazione delle condizioni propizie all'organizzazione di elezioni libere e trasparenti allo scopo di dotare il nostro paese di un regime costituzionale democratico.
Sul piano economico, gli obiettivi si concentrano sulla creazione delle condizioni favorevoli allo sviluppo del settore privato. Da qui i numerosi vantaggi fiscali, doganali e parafiscali che il nostro Codice degli Investimenti offre agli investitori, che sono i veri creatori di ricchezza, impiego e benessere sociale.
Sul piano sociale, bisogna sperare che la ristrutturazione delle infrastrutture di base, grazie al finanziamento dai partners esterni di cui il paese beneficia, il sollevamento del settore degli investimenti caduto in letargo da molti anni, l'accrescimento della base imponibile attraverso l'avvento di nuovi contribuenti e gli effetti consequenziali degli investimenti su tutta la vita nazionale avranno delle ricadute positive anche sul piano sociale.
In altre parole, tutto ciò avrà come conseguenza il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione congolese, che è uno degli obiettivi fondamentali del nostro governo di Unione Nazionale.

A suo giudizio, quali sono i settori d'interesse per gli imprenditori italiani intenzionati ad investire nella RDC?
Gli italiani, che sono in genere persone dinamiche e intraprendenti, hanno la capacità di collocarsi in qualunque settore di attività corrispondente ai loro interessi finanziari. Ma, poiché si tratta di dare loro degli orientamenti, io vorrei sottolineare che il grado di distruzione del Congo è tale e i mezzi necessari alla sua ricostruzione talmente limitati che l'offerta sarà sempre inferiore alla domanda in qualunque campo - turistico, agricolo, agro-alimentare, minerario, energetico, edilizio, nonché quello dello sfruttamento dei giacimenti petroliferi. Gli investitori hanno quindi soltanto l'imbarazzo della scelta.

C'è la possibilità di impiantare attività produttive?
Ovviamente sì. La RDC offre grandi possibilità per la creazione di attività produttive grazie al suo clima, alla fauna e alla flora, nonché alla diversificazione dei suoi prodotti agricoli, forestali e minerari.

Sono presenti già delle attività avviate da industriali italiani?
Ci sono state in realtà un certo numero di attività avviate da alcuni industriali italiani e che sono state accolte con grande entusiasmo da parte del popolo congolese. Purtroppo, alcune di esse hanno conosciuto un certo rallentamento a causa delle conseguenze di una guerra ingiusta che è durata quasi cinque anni e che ha rovinato l'economia nazionale. Tra le attività industriali condotte da imprenditori italiani, cito a caso:
- La SOCIR, impresa che si occupa della raffinazione del petrolio a Moanda;
- La Siderurgia di Maluku, impresa che si occupa della trasformazione dell'acciaio;
- Lltenco Marbrezza, impresa che si occupa del trattamento dei marmi;
- La Merzario, impresa specializzata nel campo dei trasporti;
- L'Astaldi, impresa che si occupa della costruzione della Diga di Inga e delle strade;
- La Sadelmi Cogepi, l'impresa che ha assicurato con la SNEL il cablaggio delle linee elettriche;
- L'Iz Tours, impresa turìstica (gestisce il Parco di Virunga e la tenuta della Ruindi).
- La società ITALCON, recentemente fondata dal Gruppo Cestari che sta realizzando alcuni grandi progetti, come il parco eolico per l'elettrificazione della città di Inongo nella Provincia del Bandundu e la ristrutturazione dell'aeroporto internazionale di N'djili a Kinshasa. Questa società italiana, che ha mosso i suoi primi passi nel contesto poco rassicurante della crisi economica, sta oggi raccogliendo i primi frutti, che fanno sperare in un suo futuro radioso nella Repubblica Democratica del Congo. Ciò dimostra che, non importa in quale campo di attività, il coraggio, la pazienza e la perseveranza sono la chiave del successo.

Esistono delle facilitazioni e delle garanzie a tutela dell'imprenditore straniero? Qual è il quadro attuale della situazione da questo punto di vista?
Per risollevarsi la RDC ha bisogno degli investitori nazionali e stranieri. Ora, questi ultimi non verranno senza un minimo di garanzie allo sviluppo normale dei loro affari. È appunto per attirare numerosi investitori stranieri nella Repubblica Democratica del Congo che il governo sta sviluppando numerose strategie destinate:
- innanzitutto, a migliorare la qualità dell'accoglimento degli investitori e ad assicurare l'analisi delle loro pratiche di deposito sia al catasto minerario sia all'ANAPl (Agenzia Nazionale per la Promozione degli Investimenti) e fino alla loro approvazione presso i Ministeri che si occupano della programmazione, delle finanze o delle miniere;
- poi, a offrire agli investitori stranieri tutta una serie di vantaggi fiscali, parafiscali e doganali previsti nel nostro Codice degli investimenti. Per quanto riguarda le garanzie offerte agli imprenditori stranieri, io credo che più che gli impegni presi dallo stato congolese per assicurare loro un trattamento giusto ed equo, è molto importante notare che i diritti di proprietà acquisiti dagli investitori sono garantiti dalla costituzione e non potranno essere oggetto di nessun esproprio o nazionalizzazione.


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