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Tornerò in Congo per una grande campagna di vaccinazione

12 Aprile 2010
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Gianfranco Aiello, uno dei "Grandi Medici d'Italia" ci parla della sua esperienza nella RDC.


Che rapporto ha con l'Africa? E' già stato nella Repubblica Democratica del Congo?
Ho vissuto in prima persona i disagi e le difficoltà con le quali questo popolo convive con il quotidiano . Sono stato l'anno scorso in Congo ed è stato un viaggio che mi ha lasciato tanto, non solo umanamente ma anche professionalmente; fare il medico in una realtà cosi difficile, con strutture non sempre in ordine, non è facile e comporta una capacità di adattamento ed una elasticità che vanno oltre ogni immaginazione.

Lei partecipa alla "spedizione" di medici che andranno in RDC per una campagna di vaccinazione?
Si, anche quest'anno farò parte di questo grande progetto umanitario: abbiamo deciso di puntare su una campagna di prevenzione basata sulla vaccinazione, un passo importante per il cammino di questo popolo verso migliori livelli di civiltà e vivibilità.

Ritiene possibile organizzare delle attività' formative per l'istruzione del personale medico locale?
In questi paesi e nel caso specifico in RDC c'è bisogno di fare tanto; la formazione di medici del luogo è un salto di qualità notevole, ma dovrebbe avere come substrato delle strutture il più possibili funzionali e un personale paramedico adeguato. C'è molto da fare ancora e tutto non può essere delegato solo ed esclusivamente alle associazioni umanitarie.

Quale è la situazione della sanità in RDC? Esistono degli ospedali o delle strutture parallele?
La situazione della sanità in RDC di certo non è ancora soddisfacente, ciò è la inevitabile conseguenza di un disagio che coinvolge in toto la quotidianità: mancano i pilastri dell'assistenza sanitaria e gli ospedali non sono preparati a sopperire alle notevoli richieste, anche perché mancano quelle che sono le condizioni igieniche primarie, da cui scaturiscono inevitabili problemi di malattie.
Esistono anche delle strutture sanitarie parallele che funzionano perché sostenute da grandi associazioni quali la FAO, NATO, la Croce Rossa, che garantiscono una assistenza più mirata, ma l'apporto è sempre ridotto rispetto alle notevoli richieste d'aiuto.

Cosa pensa dell'operato delle associazioni umanitarie nei paesi del terzo mondo (in ambito sanitario)?
Tutto ciò che fanno le associazioni umanitarie è lodevole, ma occorre associare anche un coinvolgimento del governo locale e la messa in atto di campagne preventive e finanziare la costruzione di strutture più operative in tutti i sensi. Si dovrebbe a mio avviso stimolare l'autonomia perché l'assistenzialismo ad oltranza non paga.

Costa sia facendo il consolato in questo senso?
Il consolato si sta facendo carico di un grande impegno umano e sociale e lo dimostra con la programmazione di questa grande campagna preventiva basata sull'impegno diretto di un gruppo di medici e sulla distribuzione di medicine e di logistica (vedi autoambulanze, ecc.).

In RDC c'è un alto tasso di mortalità infantile dovuto all'aids. Come si potrebbe intervenire per cercare di diminuire l'incidenza di questo terribile virus?
Ancora prima di parlare di AIDS, dobbiamo parlare di fame in questo paese e delle precarie condizioni igieniche in cui si vive. Non possiamo pretendere che gli abitanti del luogo comprino il necessario per la prevenzione sessuale, quando poi non hanno le possibilità economiche per provvedere al loro primario sostentamento. Quindi è opportuno innanzitutto un intervento pei consentire la loro realizzazione lavorativa, umana. La valorizzazione della dignità della persona è un passo decisivo per il raggiungimento di grandi obiettivi.


Chi è il Professor Aiello
E' relatore nei maggiori convegni nazionali e internazionali, ed autore di numerose pubblicazioni scientifiche. Da oltre 10 anni è consulente di prestigiose testate giornalistiche tra cui la rivista "Starbene" della Mondadori e il Corriere Salute, inserto settimanale del "Corriere della Sera". Sulla guida dei Grandi medici d'Italia del Corriere della Sera, è stato inserito tra i 70 massimi specialisti italiani. Compare anche sulla guide salute di Class e di Men's Health.


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