Kenya Economia - Pagina 3

26 Gennaio 2010
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Kenya Economia
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ACCORDI COMMERCIALI

 

Il Kenya è firmatario di una serie di accordi multilaterali e bilaterali, di accordi commerciali vari ed è membro del World Trade Organisation (WTO).
African Growth and Opportunity Act (AGOA)

Programma commerciale su base preferenziale, iniziato nel 2000 con il Governo degli Stati Uniti, della durata di 8 anni (da poco esteso fino al 2015). L'accordo permette al Kenya di esportare verso gli USA una varietà di prodotti, dall'abbigliamento ai fiori, dai prodotti elettronici a quelli inorganici, senza il pagamento di tasse e contingentamenti.
ACP-EU Trade Agreement

Nel giugno 2000 i paesi dell'African, Caribbean and Pacific (ACP) hanno firmato un accordo con quelli dell'Unione Europea per sostituire la Convenzione di Lomè, che aveva garantito una forma di collaborazione commerciale sin dal 1975.
La Convenzione di Lomè aveva assicurato un regime di preferenze commerciali, non reciproche, permettendo quindi l'accesso duty free di una serie di prodotti provenienti dai Paesi dell'ACP, tra i quali il Kenya, verso l'Europa.
Per il futuro sono in progetto:

  • la creazione di aree di libero scambio fra l'Unione Europea e le sub-regioni ACP che garantiranno la crescita istituzionale, sociale ed economica dei paesi dell'ACP;
  • l'attuazione degli accordi di partenariato economico (EPA), che coinvolge 78 Paesi africani.

L'obiettivo dell'EPA è l'eliminazione di tutte le barriere commerciali sul 90% degli scambi tra l'Europa e i Paesi ACP.
Common Market of Eastern and Southern Africa (COMESA)

La COMESA è un unione di 19 Paesi dell'Est e del Sud dell'Africa. Undici Paesi, tra cui il Kenya, hanno formato una Free Tax Area eliminando le tariffe sui beni importati provenienti dai Paesi membri. Inoltre i Paesi membri oltre ad essersi accordati sulla creazione di una sorta di area di libero scambio hanno attuato un progressivo piano di riduzione delle tariffe sulle importazioni effettuate fra di loro.
Generalised System of Preferences (GSP)

In base all'accordo un vasto numero di prodotti industriali esportati in Giappone, Nuova Zelanda, Australia, Svizzera, Norvegia, Svezia, Finlandia, Austria e altri Paesi Europei sono eleggibili per un trattamento tariffario preferenziale.
Investment Protection Gurantee

Il Foreign Investment Protection Act fa da garante contro il pericolo di espropriazione della proprietà privata da parte del Governo. Inoltre il Kenya è membro del Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA) che tutela gli investitori stranieri dal rischio di perdere i propri investimenti in seguito a crisi politiche nel Paese ospitante.

REALIZZARE UN INVESTIMENTO
Un investimento in Kenya offre l'accesso immediato ai mercati dell'East Africa Community (EAC), partnership creata nel 2000 comprendente Kenya, Tanzania e Uganda, con oltre 93 milioni di consumatori. Inoltre essendo membro del Common Market for Eastern and Southern Africa (COMESA), il Kenya offre ai suoi investitori un bacino globale di oltre 385 milioni di potenziali clienti.
Il paese offre molteplici opportunità su vari fronti: dal settore dell'allevamento, all'agricoltura, dalle telecomunicazioni ai trasporti, dal turismo all'industria.
La Kenya Investment Authority (KIA) è l'organizzazione preposta a valutare la fattibilità di ogni investimento nel Paese. Sulla base dell'Investment Promotion Act a ogni investitore straniero è richiesto di intraprendere un'attività che possa offrire un beneficio al Paese.
Ciò significa la creazione di posti di lavoro, nuove specializzazioni, l'utilizzo, ove possibile delle materie prime locali, la creazione di valore aggiunto attraverso l'utilizzo di risorse agricole e naturali, l'aumento degli scambi con l'estero favorendo l'esportazione o l'importazione di prodotti non presenti sul mercato, l'utilizzo, la promozione, lo sviluppo e l'implementazione di nuove tecnologie, aumentando nel contempo le entrate erariali. Nel valutare ogni proposta la KIA deve anche garantire il rispetto degli standard di sicurezza, a livello sanitario ed ambientale.
L'iter da seguire è relativamente veloce (sono previste le seguenti cinque fasi, da completarsi in un tempo medio di un mese), senza spese:

  • Compilazione del modulo del KIA ("One Stop"), nonché la compilazione del Memorandum e degli Articoli di Associazione, contenenti il nome della compagnia, la composizione del capitale, il numero di azioni possedute da ogni sottoscrittore e una dichiarazione che ne attesti la responsabilità limitata, i documenti relativi alle operazioni interne, gli stipendi ed i contatti del personale, provvisti di indirizzi;

 

  • Nomina di un rappresentante legale in loco;

 

  • Registrazione del nome della propria compagnia presso l'Ufficio delle Compagnie;

 

  • Invio al KIA dei moduli: "One Stop", "Certificato di incorporazione", "Articoli e Memorandum di Associazione";

 

  • Ricezione del "Certificato di Investimento".

Da prevedere comunque un costo intorno ai 500$ per il pagamento della parcella di un avvocato locale, che segua le operazioni.
Dopo l'approvazione della KIA, e quindi la ricezione del "Certificato di Investimento", la compagnia deve ottenere un'ulteriore autorizzazione, "Single Business Permit" (SBS), attraverso la quale la società ha la possibilità di evitare di richiedere delle licenze separate per lo svolgimento di ogni attività. Alcuni investitori hanno sottolineato che in alcuni casi è più costoso richiedere un unico SBS, che una serie di licenze.
Nel caso dell'apertura di una succursale oltreoceano è necessario inviare all'Ufficio delle Compagnie i seguenti documenti:

 

  • Copia certificata dello Statuto della compagnia, del Memorandum o degli Articoli di Associazione o di ogni altro documento che attesti l'effettiva esistenza della società;
  • Elenco dei direttori e segretari della compagnia contenente nome, indirizzo, nazionalità e degli organi dirigenti in Kenya e i loro eventuali, ulteriori incarichi presso altre aziende keniote;
  • Dichiarazione che attesti tutti gli acquisti di proprietà effettuati in Kenya;
  • Nome e indirizzo di una o più persone residenti in Kenya autorizzate dalla compagnia a ricevere informazioni utili per la stessa;
  • Indirizzo completo delle sedi della società nel Paese di origine ed in Kenya.

    Una volta fornite le informazioni richieste l'Ufficio delle Compagnie emetterà il Certificato di Conformità; quindi verrà fatta richiesta al Ministero per le licenze commerciali o all'Organo locale per il Single Business Permit (SBS).
    I redditi prodotti dalle succursali delle compagnie straniere sono soggetti ad una tassazione più alta (37,5%) rispetto alle compagnie locali o a quelle fondate da stranieri (30%).


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