Namibia Economia

26 Gennaio 2010
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NamibiaQUADRO MACROECONOMICO
La situazione socio-economica della Namibia risulta complessa da analizzare.
Anche se i dati mostrano un paese in via di sviluppo, con una crescita reale del PIL pari al 2,8% per il 2008 ed un PIL procapite nominale molto alto (4.135$ nel 2008), bisogna tenere in considerazione che la Namibia è uno degli stati dell’Africa con la più alta diseguaglianza di reddito, per cui il 55,8% della popolazione vive ancora oggi con meno di due dollari al giorno.
La crescita economica della Namibia risulta strettamente connessa agli introiti provenienti dall’esportazione dei prodotti dell’industria mineraria, che rappresentano il 50% delle entrate derivanti dagli scambi con l’estero.
La Namibia si colloca al sesto posto tra i produttori mondiali di diamanti di ottima qualità, al quinto posto al mondo tra i paesi esportatori di uranio ed al quarto posto tra i paesi dell’Africa esportatori di minerali non combustibili.
Oltre ai diamanti ed all’uranio, lo stato estrae ingenti quantità di zinco, rame, piombo, argento e oro. Nonostante ciò, il settore minerario occupa solo il 3% della popolazione.
La metà dei namibiani si dedicano all’agricoltura e all'allevamento di sussistenza; si coltivano principalmente mais e miglio e si allevano soprattutto capre e pecore. La produzione agricola comunque non copre il fabbisogno nazionale, che dipende al 50% dalle importazioni.
In particolare i principali prodotti importati nel paese sono, i macchinari, i mezzi di trasporto ed i prodotti alimentari (circa il 50% del fabbisogno di cereali del paese).
La Namibia si presenta come un mercato attraente, essendo caratterizzata da una complessiva stabilità politica e macroeconomica e da una buona dotazione infrastrutturale associata ad una virtuosa performance economica.
Oltre alle esportazioni dei prodotti provenienti dall’industria mineraria, i servizi pubblici forniscono il maggior contributo al Prodotto Lordo, seguiti dai servizi finanziari, industria manifatturiera, agricololtura e pesca, commercio all’ingrosso e al dettaglio.
L’attività manifatturiera, che consiste principalmente nella lavorazione di prodotti alimentari e bevande, soprattutto birra, è organizzata su piccola scala. I sub settori più importanti sono quelli della lavorazione del pesce e della carne.
Altri, prodotti fatta eccezione per gli articoli in cuoio, sono destinati principalmente al mercato interno. Il governo è riuscito, grazie alla creazione delle Export Processing Zones, a attirare capitali dall’estero destinati all’industria manifatturiera orientata all’esportazione.
Abbondanti risorse naturali, buone infrastrutture e un migliore accesso ai  mercati regionali e d’oltreoceano costituiscono le basi per lo sviluppo di un’economia maggiormente diversificata.

 



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