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Rep. Centrafricana Economia

26 Gennaio 2010
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Economia
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Rep Centro AfricanaQUADRO MACROECONOMICO
Le tensioni tra le varie personalità politiche e militari del paese e la passata guerra civile hanno danneggiato gravemente l’economia della Repubblica Centrafricana determinando contrazioni significative del PIL nei primi anni del 2000 (-6,4% nel 2003).
Dal 2005 si registra un tasso di crescita medio del PIL attorno al 4% annuo, mentre il reddito pro-capite stimato è di circa 500 US$ annui.

I pochi fondi di cui dispongono le autorità non permettono di varare programmi sociali di ampio respiro, in particolare nei settori dell’educazione e della sanità, per i quali il paese si trova in una condizione di forte dipendenza nei confronti di soggetti esterni.
Il paese è autosufficiente dal punto di vista della produzione alimentare ma gran parte degli abitanti vive ai limiti della soglia di povertà.

La maggior parte della popolazione è impegnata nell’agricoltura di sussistenza e circa il 55% del PIL del paese deriva dal settore agricolo che, insieme, ai ricavi provenienti dallo sfruttamento del patrimonio forestale (20% del PIL e circa 40% delle esportazioni) costituisce uno dei pilastri dell’economia del paese.

Cassava, arachidi, mais, sorgo, miglio, sesamo, plantago rappresentano le principali colture ma sono importanti anche le coltivazioni di cotone, caffè e tabacco.
Molto diffusa la distillazione di bevande alcoliche (birra di sorgo e liquori).
Povero l’allevamento (caprini e bovini).

Di fatto, l’economia sommersa (traffico di diamanti, avorio, bush meat e medicamenti tradizionali) ha un peso preponderante rispetto all’economia formale.
I diamanti costituiscono la principale voce nelle esportazioni della Repubblica Centrafricana rappresentando circa il 40-55% del volume totale, ma circa il 30-50% dei diamanti estratti annualmente fuoriesce dal paese attraverso modalità clandestine.
Il paese può contare anche sull’estrazione di uranio e altri minerali radioattivi.
Le esportazioni, in particolare quelle del caffè, cotone e legname, risentono significativamente della carenza di una rete infrastrutturale ramificata.

La maggior parte dell’energia elettrica è fornita dagli impianti idroelettrici ubicati nel sud del paese, mentre, l’approvvigionamento di carburante avviene principalmente per via terrestre o fluviale.
Alcune regioni del paese sono meta di ecoturismo grazie anche alla presenza di alcuni parchi nazionali (Dzanga-Sangha nella foresta pluviale, Bamigui-Bangoran nel nord e Manovo Gounda st.Floris National Park).

Il settore bancario risulta relativamente dinamico nella capitale dove si registra la presenza di tre banche commerciali.

In questo scenario le autorità hanno promosso alcune riforme delle finanze pubbliche, congiuntamente alla registrazione di una ripresa della cooperazione internazionale.


 



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