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Rep. Democratica del Congo Economia

27 Gennaio 2010
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Rep Democratica del CongoQUADRO MACROECONOMICO
La Repubblica Democratica del Congo è il terzo paese africano per popolazione, ricchissimo di risorse naturali, forestali e minerarie.

Il paese è il terzo produttore mondiale di diamanti in volume, sebbene non in valore, poiché la maggior parte della produzione è destinata ad utilizzi industriali invece che al settore della gioielleria.

Possiede la seconda foresta pluviale al mondo, dotato di ampi terreni fertili e di vaste risorse idriche.

Da sempre il settore minerario, ampiamente diversificato (rame, cobalto, diamanti, oro, zinco ed altri metalli di base) e quello dell’estrazione petrolifera concorrono in misura rilevante alla formazione del PIL.

Nonostante l’abbondanza di risorse naturali, l’economia formale del paese è quasi letteralmente crollata negli ultimi decenni, quale risultato di cattiva gestione e di perenni conflitti civili.

L’impatto della lunga guerra civile è stato disastroso, con effetti particolarmente deleteri sulla distruzione delle infrastrutture fisiche e sull’indebolimento delle istituzioni di mercato, con perdita totale dei beni posseduti da persone ed imprese.

L’economia, la seconda più industrializzata del continente dopo il Sud Africa, ha subito un processo di profonda trasformazione con conseguente crollo delle esportazioni e delle attività a valore aggiunto.

Gli anni novanta hanno sancito il collasso economico del paese, quale risultato di politiche macroeconomiche errate, instabilità politica e guerre che hanno portato a shock dell’offerta.
Il potere d’acquisto ed il reddito disponibile delle famiglie sono stati considerevolmente erosi a causa dell’iperinflazione, mentre si è assistito ad un forte sviluppo dell’economia informale.

A partire dal 2002, l’economia congolese ha mostrato una ripresa, grazie ai benefici effetti prodotti dall’adozione di prudenti politiche macroeconomiche che stanno rafforzando la disciplina fiscale e monetaria,  le infrastrutture fisiche ed istituzionali e la capacità di gestione  delle risorse finanziarie pubbliche al fine di ancorare saldamente il processo di sviluppo.
 

L’agricoltura, compresa la silvicoltura, l’allevamento del bestiame e la pesca, rappresenta il principale settore dell’economia della RDC.

Essa contribuisce per il 40% al PIL ed impiega circa il 75% della forza lavoro. Possiede un notevole potenziale di sviluppo.

Principali colture commerciali sono il cacao, il caffè,  il cotone, l’olio di palma, il tè, la gomma, lo zucchero e la corteccia di china, mentre le principali produzioni alimentari consistono in mais, riso, patate e anacardi. Dopo l’acuta crisi sofferta durante gli anni di guerra civile, stanno emergendo segnali di una ripresa produttiva nell’ambito del settore agricolo.

Il settore minerario rappresenta un altro motore economico del paese ma finora, per una serie di problemi strutturali, il suo andamento si è rivelato inferiore alle potenzialità.

La RDC possiede una vasta dotazione di risorse minerarie: rame, cobalto, columbite-tantalite, diamanti, oro, zinco, uranio, stagno, argento, carbone, manganese, tungsteno, cadmio e petrolio greggio.

Politiche di nazionalizzazione, associate ad una scarsità di investimenti pubblici e privati, hanno determinato ampie flessioni produttive negli ultimi venti anni.

Recentemente il settore è stato oggetto di un crescente flusso di investimenti esteri, soprattutto  nell’ambito dell’esplorazione e della produzione di metalli di base (principalmente rame, cobalto e zinco) e di diamanti industriali, elemento che ha favorito l’accelerazione della produzione.

Tali investimenti esteri nel settore sono stati anche stimolati dall’emanazione del nuovo codice minerario che garantisce i diritti degli investitori introducendo un registro per le licenze minerarie e la presenza di un’agenzia addetta alla certificazione dei diamanti.

Il settore manifatturiero, contribuisce per il 5% alla formazione del PIL, ha come segmento principale  quello della trasformazione alimentare, mentre esiste una limitata produzione di prodotti industriali, principalmente acciaio, prodotti chimici, materiali da costruzione, prodotti tessili e manifattura leggera.

Il settore delle costruzioni, che rappresenta il 7% del PIL sta registrando tassi di crescita medi del 5% all’anno, grazie allo sviluppo delle infrastrutture.

Il settore dei trasporti e delle telecomunicazioni costituisce  circa il 6% del PIL e rappresenta un altro importante fattore di crescita nell’economia del paese specie per quel che riguarda la crescita della domanda dei servizi di telefonia cellulare.

Nei primi mesi del 2009, le condizioni economiche del paese hanno subito un deterioramento.

La continua flessione dei prezzi delle principali materie prime esportate dal paese ha comportato una diminuzione delle esportazioni, degli investimenti esteri e delle ragioni di scambio.

Gli effetti di tale congiuntura hanno avuto effetti negativi sull’intera economia, determinando una significativa riduzione dell’attività economica, un aumento della disoccupazione ed un significativo deterioramento del bilancio pubblico e della bilancia dei pagamenti, con riduzione delle riserve e pressioni sul tasso di cambio che hanno richiesto appropriate misure fiscali e monetarie restrittive ed il supporto finanziario del Fondo Monetario.

Nonostante la riduzione delle quotazioni internazionali delle materie prime, si è verificata una sensibile recrudescenza delle pressioni inflazionistiche, indotte prevalentemente dal deprezzamento della valuta, associato alla debolezza dell’attività economica e delle esportazioni che hanno determinato un sensibile aumento del costo delle importazioni.

A seguito degli squilibri macroeconomici venutisi a creare, il Fondo Monetario è intervenuto, concedendo al governo un esborso di circa 200 milioni di dollari, nell’ambito della Exogenous Shocks Facility, strumento recentemente creato per far fronte a particolari situazioni di emergenza determinate dalla crisi economica e finanziaria internazionale.

Dal punto di vista dell’economia reale, probabilmente il principale settore,  che si spera possa fungere da traino per la ripresa dell’economia nel 2010 è l’agricoltura essendo i settori delle costruzioni e delle materie prime minerarie ancora di lenta ripresa.

La Repubblica Democratica del Congo è tradizionalmente un’economia orientata alle esportazioni, fortemente dipendente dalle commodities primarie. I diamanti hanno sostituito rame e cobalto come principale voce delle esportazioni.


OPPORTUNITA’ COMMERCIALI PER LE IMPRESE ITALIANE 
L’offerta italiana, sia nel comparto dei beni di consumo che dei beni di investimento, gode di
ottima immagine di qualità presso i consumatori e gli imprenditori della RDC.

Parallelamente al miglioramento della situazione economica ed al continuo afflusso di investimenti e di risorse finanziarie dall’estero, la domanda congolese per merci italiane potrebbe aumentare in misura considerevole nei prossimi anni.

In particolare, si segnalano i seguenti settori produttivi che appaiono offrire le migliori opportunità di penetrazione commerciale: attrezzature per l’industria mineraria, attrezzature e materiali da costruzione, macchinari agricoli e forestali, conserve alimentari, mezzi di trasporto e veicoli commerciali, prodotti chimici e farmaceutici, impianti di telecomunicazione e apparecchiature informatiche con associate parti di ricambio, attrezzature per la refrigerazione, condizionatori d’aria, attrezzature per la generazione e la distribuzione di energia elettrica, attrezzature medico ospedaliere.

Nell’attuale fase di necessaria progressiva dotazione infrastrutturale e manifatturiera, le grandi imprese del nostro paese potrebbero fungere da traino per aprire il campo ad una auspicabile internazionalizzazione in tali settori.

Oltre all’interesse costantemente manifestato dall’Italia, a verificare opportunità di cooperazione tecnologica per il progetto della grande diga Inga sul fiume Congo, potrebbero essere esplorate opportunità di collaborazione nel campo della difesa e del monitoraggio del territorio, della difesa ambientale e della ricerca farmacologica e cosmetica ma anche nel fervido campo dell’esplorazione, dell’estrazione e della lavorazione dei minerali.

INDUSTRIA
L’industria è monopolizzata dal settore di trasformazione dei prodotti minerari: derivati del petrolio, cemento e acido solforico.

Vi sono inoltre manifatture di tabacco, di prodotti alimentari, birra, calzature, tessili. Il comparto industriale impiega il 13% della popolazione attiva, fornendo il 25,3% del PIL annuo.


RISORSE ESTRATTIVE
La ricchezza del paese si fonda principalmente sulle risorse minerarie, soprattutto cobalto e diamanti (per uso industriale), rame e rottami di ferro; uranio, stagno, oro, argento, zinco, manganese, tungsteno e cadmio.

SETTORI IN ESPANSIONE
Il settore minerario in Repubblica Democratica del Congo è ricco di una gamma molto diversificata di minerali e offre enormi opportunità per gli investitori.

Il sottosuolo è ricco di:

Minerali
- Diamanti: concentrati soprattutto nelle zone del Kasai Orientale, Kasai Occidentale, 
   Bandundu, Equateur, Provincia Orientale. 
- Oro: nelle province di Maniema, Katanga, Bas-Congo, del Nord Kivu, Sud Kivu, Equateur.
- Rame: Katanga.
- Tin: Nord Kivu, Sud Kivu, Maniema.
- Tantalite Colombo: Nord Kivu, Sud Kivu, Katanga, Maniema.
- Bauxite: Bas-Congo.
- Ferro: Banalia, Katanga, Luebo Provincia del Kasai Orientale.
- Manganese: Katanga, Bas-Congo.
- Carbone: Katanga.
- Cobalto: Katanga.

Idrocarburi
- Petrolio: Bacino Moanda (Basso-Congo), la Centrale Cuvette, Ituri, Bandundu.
- Gas metano: il Lago Kivu.
- Produzione di bitume stradale: Bas-Congo e Provincia Orientale.
- Sfruttamento dei giacimenti nella Provincia Orientale (Ituri).


FORESTA
Il 45% della foresta pluviale africana appartiene alla Repubblica Democratica del Congo ciò determina elevati investimenti in tale settore e in quelli connessi alla lavorazione del legname principalmente destinato all’ esportazione.

Tali attività riguardano:
- Produzione e Trasporto di tronchi: Equateur, Provincia Orientale, Kasai Occidentale,
  Bandundu e Mayombe nel Basso Congo.
- Trasformazione del legno a livello industriale:Kinshasa, Kisangani, Kananga.
- Sfruttamento di Hevea: Equateur, Bandundu, Basso Congo.
- Produzione di farmaci: Cinchona in Kivu.
- Produzione di cellulosa a carta: Kinshasa.

Le tipologie di legno presenti nella foresta sono : Afrormosia, Ebano, Wengè, Iroko, Sapele, Sipo, Tiama, Tola, Kambala, Lifaki.

 

AGRICOLTURA
Le condizioni eco-climatiche sono molto favorevoli nonostante ciò, solo il 15 - 20% dei terreni sono sfruttati.

 

ALLEVAMENTO E PESCA
Le principali attività svolte riguardano:
- Allevamento del bestiame: Katanga, Kivu, Provincia Orientale, Basso - Congo. La capacità è di 30 milioni di capi di bestiame, ma questo settore non ha mai superato 1,5 milioni.
- Allevamento dei suini e pollame: ci sono nelle vicinanze dei principali centri urbani di moderne infrastrutture in grado di allevare 5 milioni all'anno di pollame e dai 5000 suini.
- Produzione del latte: Katanga, Kivu, Provincia Orientale, Basso Congo.
- Allevamento dei suini da riproduzione: Kinshasa.
- Pesca. Praticata nei laghi, fiumi e nel mare.

SETTORE INDUSTRIALE
Manifatturiero

- Fabbricazione di prodotti alimentari.
- Industria del tabacco.
- Industria tessile e cuoio.
- Industria del legno e della carta.
- Industria chimica e la fabbricazione di prodotti chimici, prodotti petroliferi, prodotti in gomma e in plastica.
- Produzione di materiali da costruzione.
- Produzione del Cemento.

Metallurgia di base
- Costruzione delle industrie Siderurgiche.
- Produzione e trasformazione di metalli non ferrosi.
- Produzione di prodotti in metallo.
- Fabbricazione dei macchinari e attrezzature.
- Fabbricazione dei veicoli a motore.

SETTORE DELL'ENERGIA ELETTRICA E ACQUA
Il fiume Congo ha il flusso più regolare e più potente del mondo (40 m / sec) dopo l'Amazzonia. Il potenziale energetico di tutto la RDC è stimata in 100.000 MW / ora (100 GW / h), di cui il 42% è concentrata nel sito di Inga.

Di seguito verranno illustrate nel dettaglio  le attuali opportunità di investimento:


Elettricità

-  Costruzione della centrale idroelettrica di Katende (Kananga) e il rafforzamento del centrale idroelettrica di Tshiala (Mbuji-Mayi).
- Riabilitazione e costruzione di linee elettriche ad alta tensione:
- Riabilitazione della linea elettrica Inga - Katanga.
- Construzione della linea elettrica Inga-Angola-Namibie-Sud-Africa.
- Construzione della linea elettrica Inga-Nigeria.
- Construzione della linea elettrica Inga-Egypte.
- Ritiro di energia Tshimbulu (Kasai Occidentale e Kasai Orientale).

Acqua
- Migliorare la rete di distribuzione di acqua potabile in tutto il paese.
- Costruzione di oleodotti: Progetto Congo che riguarda la valorizzazione delle zone desertiche africane.

SETTORE BANCARIO
Il settore bancario congolese offre molte opportunità.

E’ possibile infatti aprire facilmente sportelli bancari nel paese.

Il settore assicurativo resta modestamente sfruttato anche se non vanno sottovalutate possibilità di investimento.

SETTORE DELLE INFRASTRUTTURE
All'interno di questo settore ottime opportunità possono essere prese in considerazione dagli investitori nei seguenti campi:
- Costruzione e / o la riabilitazione delle principali autostrade nazionali.
- Interconnessione stradale del Nord-Ituri con il Sud della RDC (Kalemie).
- Costruzione delle strade di collegamento della regione del Centro Africa, l'Africa orientale (COMESA) e dell'Africa australe (SADC).
- Riabilitazione delle reti ferroviarie esistenti: Ubundu-Kisangani, Kinshasa-Matadi, Sakanyi-Ilebo, Kamina-Kalemie, ferroviario di Uele.
- La costruzione del tratto ferroviario Ilebo-Kinshasa.
- Riabilitazione dei traghetti: Kindu, Kisangani, Ubundu.
- Dragaggio del fiume Congo (Matadi - Oceano Atlantico).
- Costruzione di una ferrovia tra Mwene Ditu e Mbuji-Mayi.
- Costruzione di un porto in acque profonde a Banana (Basso Congo).
- Costruzione di una linea ferroviaria Banana-Matadi (Basso Congo).

SETTORE DEI TRASPORTI E PORTI
Il settore dei trasporti é in rapida crescita nella RDC, data la vastità del territorio, l'intensità delle attività economiche e il gran numero di persone.

Le seguenti opportunità sono offerte agli investitori per quel che riguardano la:
- Riabilitazione degli aeroporti N'Djili, Lubumbashi e Kisangani.
- Creazione di imprese di trasporto.
- Equipaggiamento e ammodernamento di porti: Matadi, Kinshasa, Ilebo, Mbandaka e Kisangani.
- Migliorare la navigabilità dei principali fiumi con il sistema di dragaggio e di marcatura.

SETTORE DELLE TELECOMUNICAZIONI
L'industria delle telecomunicazioni è attualmente in forte espansione. 

Le imprese che operano in questo settore hanno rapidamente raccolto un grande successo e improvvisamente sono riusciti a estendere le loro attività coprendo praticamente l'intero territorio nazionale.

Ciò nonostante  il settore offre ancora buone opportunità di investimento nelle seguenti aree:
- Installazione di trasmettitori-ricevitori a onde corte per coprire l'intero paese;
- La riabilitazione dei OCPT rete via cavo;
- Distribuzione della rete telefonica via cavo in tutto il territorio nazionale.

SETTORE DELLE COSTRUZIONI
Ottime opportunità sono presenti anche in questo settore, c’è bisogno di una forte riabilitazione e ammodernamento delle strutture esistenti e la creazione di alloggi per turisti e nuove casa per soddisfare le esigenze di una popolazione in continua crescita.

Nello specifico si chiede agli investitori :

- La costruzione, la riabilitazione e l'allestimento delle infrastrutture di base (scuole,     ospedali, condomini), edifici per uffici ed edifici commerciali (ICAC).
- Riabilitazione del Centro per il Commercio Internazionale del Congo(ex SOZACOM), con i suoi 22 piani;
- Costruzione di case a canone ridotto in diverse città: Kinshasa, Matadi, Bandundu, Kananga, Mbuji-Mayi, Mbandaka, Kisangani, Goma, Bukavu.

 

LEGGE SUGLI INVESTIMENTI
La RDC negli ultimi anni ha varato una serie di iniziative per creare un clima favorevole agli investimenti, finalizzate alla creazione dello schema normativo per la regolamentazione degli stessi, attuato con l’emanazione : della legge sugli investimenti “Code des Investissement” (L. N. 004/2002 del 21 febbraio 2002), del codice minerario (L. N. 007/2002 dell’11 luglio 2002), del codice forestale (L. N. 011/2002 del 29 agosto 2002) e del codice sul lavoro (L. N. 015/2002 del 16 ottobre 2002).

Istituita con la legge n.4/2002 del 21/02/02, che ha introdotto il codice per gli investimenti, l’ANAPI è l’agenzia pubblica incaricata di promuoverli nella RDC, approvare nuovi progetti di investimento, amministrare le agevolazioni previste, fornire una serie di servizi di supporto agli investitori e rimuovere le barriere amministrativo-burocratiche che li ostacolano..

Per poter ottenere l’approvazione dell’ANAPI, nell’ambito di un termine massimo fissato in trenta giorni, occorre che venga creata un’impresa di diritto congolese che preveda un investimento minimo di 200.000 dollari USA (10.000 dollari se si tratta di PMI), che garantisca un valore aggiunto di almeno il 35% e che si impegni a rispettare le norme di tutela ambientale e a formare il personale locale alle funzioni tecniche associate all’iniziativa e alle relative responsabilità.

L’approvazione dell’iniziativa consente di ottenere i seguenti incentivi di carattere doganale e fiscale:

− Esonero dai dazi di importazione sui macchinari, le attrezzature, i materiali e le parti di ricambio fino ad un massimo del 10% del loro valore cif;
− Esonero fiscale sulle esportazioni di prodotti finiti o loro parti;
− Esonero da imposte sui redditi professionali associati ai nuovi investimenti;
− Esonero dalle tasse fisse di registrazione per la costituzione di nuove società e dalle tasse ad valorem sulle società a responsabilità limitata;
− Esonero dalle tasse fondiarie e catastali relative al progetto;
− Esonero dalle tasse sul valore aggiunto applicate ad acquisti locali di beni o servizi.

Per le piccole e medie imprese sono previste ulteriori agevolazioni:
− Esonero totale dai dazi di importazione per materiali ed attrezzature, anche di seconda
mano, ad eccezione delle tasse amministrative;
− Deduzione fiscale per i costi sostenuti per la formazione e il perfezionamento per il
responsabile dell’impresa e del suo personale, e per le somme impiegate per la protezione
ambientale;
− Possibilità di effettuare ammortamenti anticipati;
− Esonero dalle tasse sugli atti costitutivi di società e cooperative e sulle imposte di registro.

Queste agevolazioni prevedono una scadenza temporale diversa a seconda della regione di localizzazione dell’investimento, nell’ambito di tre ripartizioni economico-territoriali predefinite:

− Tre anni per la regione A (Kinshasa)
− Quattro anni per la regione B (province del Bas-Congo, di Lubumbashi, di Likasi e di
Kolwezi)
− Cinque anni per la regione economica C (Bandundu, Equateur, Western Kasaï, Eastern
Kasaï, Maniema, Northern Kivu, Southern Kivu, Eastern Province e Katanga).

L’ANAPI ha individuato i seguenti settori nell’ambito dei quali il governo congolese sta
cercando di attrarre possibili investitori:

− Settore minerario: diamanti, oro, rame, stagno, columbite-tantalite (coltan), bauxite, ferro,
manganese, carbone, petrolio, metano, cobalto.
− Settore agricolo - forestale: coltivazioni agricole e di frutta tropicale, agricoltura biologica,
produzione e trasporto di legname e sua lavorazione industriale, produzione di carta,
produzione di medicinali ed essenze.
− Allevamento: bovini, suini e ovi-caprini, produzione lattiero-casearia.
− Pesca: fluviale e marittima.
− Industria: produzione alimentare, tessile, conciaria, chimica, gomma e plastica, cemento.
− Servizi finanziari: banche e assicurazioni.
− Turismo: hotel, gestione di siti turistici e creazione di nuovi.
− Trasporti: riabilitazione dei principali aeroporti (Ndjili, Lubumbashi e Kinsangani),
creazione di aziende di trasporto, modernizzazione porti (Matadi, Ilebo, Mbandaka e
Kisangani), costruzione porto marino di Banana, costruzione linea ferroviaria Matadi-
Banana.
− Elettricità: riabilitazione della centrale idroelettrica di Inga sul fiume Congo, riabilitazione
della linea del sistema di distribuzione elettrica.
− Infrastrutture: costruzione e riabilitazione delle principali strade nazionali, riabilitazione
delle reti ferroviarie, dragaggio del fiume Congo.
− Telecomunicazioni: creazione di rete di cablaggio a fibra ottica, riabilitazione linea di
telefonia fissa.
− Edilizia: costruzione e riabilitazione di scuole, ospedali, edifici.

Le principali problematiche associate agli investimenti diretti esteri nel paese derivano dalla
mancanza di certezza nel sistema normativo e fiscale, dalla complessità della prassi legale e
amministrativa, spesso applicata in modo non uniforme e discrezionale.

Esiste un ampio settore informale dell’economia, caratterizzato da transazioni occulte, da collusioni con funzionari corrotti e diffusi fenomeni di evasione e frode fiscale ed elusione normativa.

Qualsiasi imprenditore che si avvicini alla realtà della RDC deve affrontare il netto contrasto tra le enormi potenzialità del paese ed il pesante fallimento nella presenza di solide istituzioni di governo dell’economia e di virtuose pratiche di affari, necessarie per trasformare queste potenzialità in opportunità concrete.

E' possibile consultare l'intero codice degli investimenti cliccando qui....


SISTEMA FISCALE CONGOLESE 
Il sistema fiscale congolese comprende le seguenti tipologie di imposte:

- imposte dirette

- imposte indirette

- tasse amministrative e assimilate

- tasse parafiscali
 

 

All’interno delle imposte dirette troviamo:

- le imposte reali : cioè quelle sui veicoli, le imposte fondiarie e le relative concessioni nelle relative circoscrizioni urbane, le imposte sugli idrocarburi e sulle concessioni minerarie.

 
- Le imposte cedolari: colpiscono il reddito,  a loro volta si dividono in imposta sui redditi da locazione di immobili e concessioni che grava sui locatari e imposte sui redditi derivanti da beni mobili che colpiscono i dividendi e altri redditi derivanti da capitali investiti, dalla proprietà industriale e dai brevetti.

Sempre in questa categoria si trovano le imposte professionali che riguardano i guadagni derivanti dalla gestione di imprese individuali, delle libere professioni e i profitti delle società nazionali operanti all’estero.

 

Le imposte indirette comprendono:

- i diritti doganali: cioè i diritti di entrata e di uscita.
- la tassa sul volume di affari: suddivisa in imposta sul volume d’affari all’importazione (riguarda tutte le merci importate destinate al consumo nella Rdc) e le imposte sul volume di affari interno cioè derivante dalla vendita di prodotti di fabbricazione locale destinati al consumo sul mercato interno, la  prestazione di servizi di qualsiasi natura effettuata nel paese così come i quelle derivanti da lavori immobiliari.

- imposta sul volume d’affari all’esportazione dei seguenti prodotti: legno , petrolio grezzo, caffè e i prodotti minerali.

- i diritti sui consumi e le accise che riguardano determinati prodotti. : tabacco, oli minerali, bevande alcoliche, acqua in bottiglia e profumi liquidi.

 

Tasse amministrative e assimilate:

Riguardano tutti gli atti amministrativi, demaniali, giudiziari che costituiscono entrate per le casse del Tesoro Pubblico.

 

Tasse parafiscali

Sono delle tasse pagate per l’erogazione di servizi concessi  da aziende pubbliche quali:

servizi aeroportuali, marittimi, fluviali, quote sociali e premi di assicurazione o enti statali quali: fondi di promozione industriale, fondi di promozione culturale, commissione nazionale dell’energia ecc.


ACCORDI COMMERCIALI
Esiste un ‘accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo della Repubblica Democratica del Congo sulla Promozione e la Protezione degli Investimenti.

Sono in oltre in vigore i seguenti accordi e trattati bilaterali:accordo di COTONOU; ICSID (arbitrato facilitato dalla Banca Mondiale), Convenzione di New York sul riconoscimento e rafforzamento dell’arbitrato Internazionale.


DAZI DOGANALI

I dazi ad valorem, calcolati sul valore cif della merce, sono fissati per decreto e sono così articolati: 5% per attrezzature pesanti, materie prime industriali ed agricole; 15% sulle attrezzature leggere, sulle parti di ricambio e sulle merci per utilizzi sociali; 20% sui prodotti in concorrenza con la produzione locale, ma ad offerta limitata; 30% sui prodotti in concorrenza con la produzione locale, ma ad offerta adeguata, e sui prodotti di lusso.

La RDC nel 1988 ha adottato il sistema armonizzato di classificazione delle merci.

La maggior parte delle barriere commerciali nella RDC risulta da normative complesse, spesso non codificate, dalla proliferazione di agenzie amministrative con autorità legale in materia commerciale e dalla loro frequente mancanza di professionalità e di controllo. L’applicazione delle norme varia all’interno del paese e subisce modifiche discrezionali a livello locale.

LA PROPRIETA’
La proprietà privata e’ riconosciuta , ed e’ una componente essenziale della libertà economica.

La proprietà privata, compresi i diritti di proprietà industriale, trova piena protezione legale.

Sono riconosciuti e tutelati i diritti di proprietà sugli edifici e mobili.

Non viene invece riconosciuta la proprietà del suolo per la quale il governo offre concessioni della durata di 50 anni con opzioni di rinnovo.

In effetti, il sistema delle concessioni è sostitutivo della piena proprietà, con la differenza che il suolo non può essere utilizzato a garanzia di obbligazioni.

AngolaBeninBurundiCameroonGabonKenyaMalawimonzambicoNamibiaCentral-African-RepublicCongo-BrazzavillecongoRwandaSao-Tome-&-PrincipeSudanTanzaniaUgandaZambiaZimbabwe

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