Rwanda Economia

27 Gennaio 2010
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RwandaQUADRO MACROECONOMICO
Il 90% della popolazione ruandese lavora nell'agricoltura, che contribuisce al 39,4% del PIL.

L'economia ruandese si basa, su piccole aziende agricole che praticano un'agricoltura di sussistenza e sulla coltivazione di tè e caffè.

Il Ruanda, tuttavia, non ha autosufficienza alimentare.

A causa dell'elevata densità abitativa (343 p/kmq - la più alta dell'Africa continentale), la gestione della terra è da sempre la principale causa di conflitti interni. Dal 2005 le Leggi sull'uso della terra hanno reintrodotto la mezzadria, assieme ad un piano di raggruppamento delle tenute e pianificazioni delle colture, che ha provocato lo spostamento forzoso dei contadini dalle proprie terre, con una opposizione particolarmente forte nelle regioni del nord-ovest.

L'industria mineraria (cassiterite, wolframite, oro, zaffiri e coltan) fornisce un importante contributo (98 mln US $ nel 2008, il 5% dei guadagni in valuta estera).

Grazie all'abbondanza di fiumi e laghi, il Ruanda potrebbe diventare un grande produttore di  energia idroelettrica e sostituire così il carbone negli usi domestici  evitando lo sfruttamento del patrimonio forestale.

Anche il turismo è in rapido sviluppo vanno però migliorate e potenziate le strutture ricettive. Oggi il paese è considerato sicuro e il turismo infatti costituisce il maggior generatore di valuta estera (214 mln US $ nel 2008, +54%).

Per ciò che concerne l’esportazione i  principali partner commerciali del paese sono la Cina, la Germania e gli Stati Uniti; per l'importazione invece il Kenya, la Germania, l'Uganda e il Belgio. Con il Belgio è stato firmato nel 2007 un accordo commerciale quadriennale per la cooperazione nel settore agricolo, per circa 30 mln EUR l'anno. A partire dagli anni del genocidio, il Ruanda ha compiuto grandi progressi economici. Con la Banca Mondiale ha attuato un ambizioso programma di privatizzazioni.

E' inoltre parte del programma HIPC (Heavily Indebted Poor Countries) del FMI, grazie al quale ha ottenuto dal Club di Parigi la totale remissione del debito estero.

Il governo ruandese sta attuando una serie di programmi di sviluppo volti a  trasformare la nazione da un paese di agricoltura di sussistenza ad una economia basata sulla conoscenza.

Nel settembre 2006, la Banca Mondiale ha accordato al Ruanda un forte sussidio (10 mln US $), tramite l'IDA, per lo sviluppo di una rete informatica e di telecomunicazioni.

Nonostante ciò il Ruanda resta tra i paesi con la maggiore disuguaglianze tra le classi sociali. Non esistono classi intermedie per cui troviamo i ricchi e i poveri. L’età media di vita è ancor molto bassa circa 44 anni e un terzo della popolazione soffre di carenza alimentare, secondo l'ultimo rapporto dell'UNDP.

Nello specifico :
La base economica del Paese è costituita dall' agricoltura di piantagione, che occupa la maggior parte della
forza lavoro e che è stata introdotta in epoca coloniale prima dai Tedeschi e poi dai Belgi. Attualmente è oggetto dei piani governativi di sviluppo, finanziati con gli aiuti esteri, che hanno come obiettivi:

* l'aumento della produttività;
* l'estensione della superficie coltivabile (che comunque rimane esigua rispetto alla popolazione);
* l'intensificazione dei rapporti commerciali.

Il settore ha uno sviluppo molto lento a causa dell'arretratezza delle strutture. Le produzioni sono insufficienti al fabbisogno della popolazione. Sono coltivati per il mercato interno la
batata, la manioca, la patata, il sorgo, il mais e prodotti agricoli come i legumi, per l'esportazione il caffè, il , il piretro, il tabacco, le arachidi, la soia e altre piante per l'estrazione di oli. La coltivazione del riso e della canna da zucchero ha dato risultati insoddisfacenti.

I
boschi e le foreste sono poco sfruttati e coprono il 21% del territorio. Il legname è usato solo come combustibile.

L' allevamento è favorito dai vasti spazi a
prateria e a savana, da un adeguato livello di precipitazioni e da una limitata diffusione delle zanzare tse-tse. Esso è tuttavia limitato dalla mancanza, di acqua, di mangimi di qualità e di servizi veterinari adeguati a fronteggiare le cicliche epidemie. Sebbene l'allevamento sia condotto con metodi arretrati, soddisfa le richieste interne. Sono allevati soprattutto bovini e caprini, specialmente per il latte.

La pesca è un'attività di modesta importanza, praticata soprattutto nel Lago Kivu, ma limitata dal depauperamento dei banchi di pesci.


OPPORTUNITA’ COMMERCIALI PER LE IMPRESE ITALIANE
Il Ruanda presenta notevoli opportunità per imprese italiane che vogliano investire.

La crescita  del prodotto lordo interno ha avuto una pausa nel 2003 a causa delle piogge e della riduzione dell’aiuto estero(50%budget). In generale è però una crescita squilibrata, sospinta dall’edilizia e dai servizi mentre il settore manifatturiero ha avuto una recessione e le entrate di caffè, tè e piretro sono crollate. Lo sviluppo di Kigali contrasta con la stagnazione e a volte con la regressione delle campagne.

Nelle città medio-piccole molti negozianti hanno chiuso bottega a causa dell’insolvibilità della clientela. Del resto, il salario mensile di un insegnante è di circa 25€, metà del salario di prima del genocidio.

Oggi i ruandesi sono 8,5 milioni, un milione in più del marzo 1994, in seguito al rientro dei rifugiati provenienti dall’ Uganda, dal Burundi, dalla Tanzania e dalla RdCongo.La produzione agricola non è in grado di nutrire l’intera popolazione, 124mila persone dipendono dall’aiuto alimentare. La disponibilità alimentare per abitante è in declino mentre la popolazione continuerà ad aumentare. Si fa quindi affidamento sul boom edilizio che assorbe una parte della sottoccupazione delle campagne.

Il governo punta  anche sullo sviluppo dei servizi per riequilibrare la bilancia commerciale(le importazioni superano del 25% le esportazioni), a tal fine sta investendo sia sulla costruzione di una efficiente rete di telecomunicazioni e di strade sia nell’educazione, infatti ha reso per tutti gratuito l’insegnamento primario, l’obiettivo fissato per il 2020  e che circa 350 scuole secondarie sono collegate a internet. 

Esistono numerose opportunità per gli investitori sia stranieri che nazionali, in particolare nei settori del:

    * Turismo
    * Agricoli e agro-settori industriali
    * Utilities
    * Settore dei servizi
    * Produzione di una vasta gamma di prodotti per il mercato interno e all'esportazione.

Il Ruanda è pienamente impegnato a promuovere gli investimenti nazionali e stranieri : in quest’ottica  ha commissionato uno studio per sviluppare l'energia eolica. Il progetto fa parte di una serie di iniziative per la diversificazione delle fonti energetiche.

Le opportunità di investimento in Ruanda e il clima sempre migliore per  gli investimenti sono tangibili e non futuribili.

  

INDUSTRIA
In Ruanda esiste essenzialmente un’industria estrattiva che  riguarda la
cassiterite (da cui si estrae poi lo stagno), il tungsteno, la columbite, la tantalite, l'oro, il berillio e il gas naturale. Quest'ultimo si trova in particolare sotto il Lago Kivu, in una delle riserve considerate più consistenti del pianeta (28,3 miliardi di metri cubi), ma l'estrazione è ostacolata dalla carenza di denaro.

Il settore metallurgico ha visto nel
1982 la creazione del primo impianto destinato alla produzione di stagno. Altre forme di industria prevedono piccoli stabilimenti per la trasformazione di prodotti agricoli, per la produzione di cemento e per la manifattura del tabacco.

 


SETTORI IN ESPANSIONE
Il Ruanda sta per iniziare un programma di privatizzazione e liberalizzazione con lo scopo di raggiungere una crescita economica duratura. L’obiettivo consiste nel trasformare l’economia, che dipende al 90% dall’agricoltura, in un sistema moderno, fondato su settori differenziati nuovi e in piena espansione, dalle radici solide, capace di accogliere investimenti e di creare nuova occupazione e nuove opportunità.

Il paese esporta: caffé, tè, stagno, cassiterite e il piretro.

Recentemente sono stati realizzati grandi investimenti privati nel turismo e nello sviluppo delle nuove industrie, come quella dei fiori per l’esportazione e l’allevamento del pesce, settori appetibili per gli investitori.

Il Governo, attraverso l’agenzia RIEPA (Rwanda Investment Promotion Agency) è  volta  a sostenere gli investitori.

Mentre il commercio interno è poco sviluppato a causa della povertà della popolazione, il Rwanda ha una vivace attività commerciale con l’estero nonostante, paradossalmente, la differenza tra importazioni ed esportazioni abbia un segno negativo, cioè il capitale in entrata è inferiore rispetto a quello in uscita.

 

LEGGE SUGLI INVESTIMENTI
Il codice di investimento, istituito per legge nel 1998, prevede chiaramente una  garanzia del governo per quanto riguarda:

1) La tutela degli investimenti;
2) La risoluzione delle controversie tra gli investitori e il governo
3) L'esternalizzazione dei fondi (capitale compresa, dividendi e royalties)

Altre misure di salvaguardia sono disponibili sotto forma di:

Copertura dei rischi da parte delle imprese locali di assicurazione per i rischi finanziari.

Attività di risoluzione delle controversie attraverso i servizi di arbitrato.


Il Ruanda è membro della African Trade Insurance (ATI), che offre una copertura contro il rischio di espropriazione, annullamento dei titoli e la restrizione delle importazioni ed esportazioni, inconvertibilità e l'incapacità di trasferimento di valuta locale a valuta forte, così come la copertura contro i rischi connessi alla guerra e civile.

L’agenzia RIEPA (Rwanda Investment Promotion Agency) è il punto di riferimento per l’ ATI nel paese.

 

ACCORDI COMMERCIALI
Il Ruanda  ha in vigore con gli Usa il seguente accordo bilaterale:

Accordo quadro per gli investimenti (TIFA), che e’ volto a promuovere la cooperazione nel commercio bilaterale e gli investimenti.

ll Ruanda è un membro di organizzazioni mondiali e regionali e dei trattati di interesse per  potenziali investitori, quali:

     *The African Trade Insurance Agency (ATI)

    * Il mercato comune per l'Africa orientale e meridionale (COMESA)

    * L'accordo di Cotonou tra l'Unione europea ei paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP)

    * Il Centro internazionale per la risoluzione delle controversie relative agli investimenti (ICSID)

    * La Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA)

    * La Convenzione di Parigi sulla proprietà intellettuale, la Universal Copyright Convenzione e la Convenzione di Berna Copyright

    * La World Intellectual Property Organization (WIPO)

    * L'Organizzazione mondiale del commercio (OMC).

 

 

IL SISTEMA FISCALE  RWANDESE

IMPOSTE DIRETTE


Imposta sui redditi
Che comprende: l’imposta sui profitti aziendali derivante dagli utili delle imprese societarie, società cooperative, associazioni e imprese pubbliche.

L'aliquota fiscale è del 35% degli utili imponibili pagate entro e non oltre il 30 giugno dell'anno successivo.

Per i redditi percepiti invece dai lavoratori autonomi l'imposta viene calcolata sulla base del loro reddito reale o utilizzando il presunto regime fiscale.

Regime di imposizione forfettaria
Questa è per chiunque abbia un fatturato che è pari o superiore ai 36 milioni di euro l'anno. Tuttavia, i soggetti giuridici o persone fisiche con volume d'affari annuo inferiore a 36 milioni devono pagare le tasse secondo una tassazione forfettaria, a meno che non optano per il regime di tassazione dei redditi reali. Sotto il regime forfettario fiscale, l'aliquota è del 4% del fatturato annuo. 

Tassa sui guadagni (PAYE)
Questa è una tassa imposta sulle retribuzioni del trattamento economico che si applica quindi a coloro che percepiscono uno stipendio. Risultano essere incluse le indennità tra le quali alloggio e trasporto.

Per stabilire l'imposta dovuta, il reddito imponibile è determinato dopo aver sottratto il 20% della retribuzione dal compenso complessivo del contribuente guadagnato nel corso di un anno o in un periodo più o meno di un anno. 

 
Tassa sui mutui
Questa imposta viene calcolata sugli  interessi maturati da prestiti ottenuti e utilizzati per effettuare investimenti in società con residenza in Ruanda o aventi sede in Ruanda o sul profitto che comprende gli interessi sul prestito investito in società o dato a lavoratori autonomi, che non sono residenti in Ruanda o quelli non aventi la loro sede in Ruanda.

L'aliquota fiscale è del 20% del reddito imponibile, pagate entro 30 giorni dalla data di acquisizione dei profitti. 


Tassa sulla proprietà:
Tale tasse si paga sulle barche  a motore e sui veicoli ed è proporzionale alla potenza del motore.

 

IMPOSTE INDIRETTE

 
Accise pagate sia su alcune merci importate che di fabbricazione locale. Il più alto tasso di accisa è del 70% e viene pagata sui liquori e i vini. La più bassa è del 5% pagata sui veicoli.

Imposta sul Valore Aggiunto (IVA)
I consumatori finali di beni e servizi pagano l’aliquota IVA che è del 18%.
 
Per quanto riguarda beni e servizi consumati dalle persone privilegiate, l'aliquota IVA è fissato allo 0%.

Le persone privilegiati sono quelli con status diplomatico, quelli che si occupano delle esportazioni, nonché i progetti finanziati da donatori eseguito nell'ambito di un accordo tra il governo del Ruanda e del donatore.

Inoltre tutti coloro che hanno un fatturato aziendale pari o superiore 15.000.000Frw all'anno o 3.750.000Frw in tre mesi consecutivi, che coincidono con  l'ultimo trimestre dell'anno sono tenuti a registrarsi e a pagare l’IVA.


DAZI DOGANALI
Dazi all'importazione: I dazi all'importazione sono pagati sulle merci importate. Le tariffe applicabili ai dazi all'importazione sono elencate nel libro della tariffe doganali. Attualmente ci sono quattro aliquote d'imposta:

Prodotti Finiti: 30%
Semilavorati: 15%
Materie prime: 5%
Beni strumentali : 0%


Semilavorati o prodotti finiti che sono considerati come fattori di produzione per le industrie con licenza di sfruttamento sono tassati al 5%.


LA PROPRIETA'
La legislatura ruandese riconosce il diritto di proprieta’.

La proprietà privata, compresi i diritti di proprietà industriale, trova piena protezione.

Sono riconosciuti e tutelati i diritti di proprietà sugli edifici e mobili.

Non viene invece riconosciuta la proprietà del suolo per la quale il governo offre concessioni
.

AngolaBeninBurundiCameroonGabonKenyaMalawimonzambicoNamibiaCentral-African-RepublicCongo-BrazzavillecongoRwandaSao-Tome-&-PrincipeSudanTanzaniaUgandaZambiaZimbabwe

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