Padiglioni chiusi, altri non allestiti, bagni rotti, Cluster fantasma. E’ l’altro Expo

08 Maggio 2015
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expo2015 logo hor 700x240Cluster fantasma, padiglioni chiusi, altri aperti ma con dentro solo qualche poster, merci chiuse in chissà quanti container stipati su navi (o aerei) che prima o poi faranno rotta verso l’Italia: dietro il sipario c’è un Expo che luccica per l’assenza “di una cospicua parte di mondo ritenuta, evidentemente, di serie B” dice l’ing.Alfredo Cestari, presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale. Che racconta: “Il 1 maggio Benin, Gambia, Guinea, Burundi, Guinea equatoriale, Repubblica Democratica del Congo, Sao Tomè e Principe, Zambia, Capo Verde, Comore, Comunità Caraibica, Madagascar, Maldive, Guinea Bissau, Kyrgizstan e altri Paesi hanno i trovato i propri padiglioni chiusi o, nella migliore delle ipotesi, con lavori in via di ultimazione. L’allestimento e l’apertura al pubblico verranno solo successivamente. Il Cluster di Isole Mare e Cibo e quello di Frutta e Legumi sono desolatamente vuoti, i loro ingressi chiusi, qualche bagno è rotto e gli spazi comuni non risultano allestiti. Altro che il successo sbandierato in mondovisione…”.

Improvvisazione, incompetenza, inadeguatezza e presunzione” sono gli aggettivi più usati dall’ing. Alfredo Cestari nei confronti “di chi dal vertice di Expo ha determinato condizioni per una pessima figura dell’Italia nei confronti di questi Paesi”.
La Camera di Commercio ItalAfrica è incaricata di coordinare le attività di Madagascar, Repubblica Democratica del Congo e Costa d’Avorio. Cestari racconta: “Da mesi i Commissari denunciano disfunzioni organizzative e logistiche che avrebbero pregiudicato la corretta partecipazione di molti Paesi. Proprio come avvenuto”. Spiega: “In sede di Steerring Committee, organismo ristretto di Commissari presieduto dalla rappresentante dell’Angola, Expo è apparso in forte imbarazzo rispetto alle numerose e circostanziate sollecitazioni”. Nel particolare: “Molti padiglioni non sono allestiti per le mancate spedizioni delle merci dall’Africa (il viaggio di una nave cargo può durare anche 40 giorni). Expo, per correre ai ripari, ha deciso di caricare merci su cargo aerei ma le quantità sono enormemente differenti. Da molti Paesi questi voli non sono proprio ancora partiti. Abbiamo chiesto spiegazioni alla Divisione Partecipanti senza ottenere risposte”. Non solo Africa: “Alcuni Commissari di importanti Paesi europei – dice – hanno lamentato il mancato funzionamento dei sistemi di accreditamento e del servizio postale, la mancata indicazione delle procedure di accesso dei padiglioni ai servizi di pubblica utilità quali acqua e energia elettrica, le mancate comunicazioni inerenti le procedure di accesso di auto e furgoni da lavoro con relativa indicazione della logistica interna ed il numero di inviti per il pranzo ufficiale del padiglione italiano. All’inizio della seconda giornata un Commissario di un importante Paese europeo ha ufficialmente utilizzato il termine ‘disastro’ chiedendo una riunione urgente straordinaria dello Steerring Committee. Concorde un altro Commissario asiatico che specifica problemi di accreditamento on line, preoccupanti in previsione della imminente visita del suo Primo Ministro mentre ancora un altro Commissario di uno Stato europeo strategico ha confermato per iscritto la richiesta di una riunione straordinaria e urgente dello Steerring Committee definendo ‘inaccettabile’ l’aver aperto la manifestazione con i cluster e i padiglioni non finiti”. Aggiunge: “Altri Paesi hanno elencato le mancate indicazioni sugli impianti di condizionamento ed i ritardi contrattuali dei lavori Telecom – partner Expo – nella costruzione delle infrastrutture necessarie alla fornitura di servizio WiFi e Internet; poi il mancato inoltro delle comunicazioni di prezzi e date di inizio del servizio di gestione dei rifiuti. Inoltre non sono stati forniti bidoni, cesti e cestini ed è mancata l’attivazione dell’apposito ufficio amministrativo per l’espletamento delle numerose pratiche burocratiche di ogni Paese”. Dice ancora: “Difficoltà si sono poi registrate nelle procedure di assunzione del personale che opererà nei padiglioni”.   
    
    L’ing. Cestari conclude: “Appare evidente quanto il contratto di partecipazione sia stato disatteso in più punti. Non pochi padiglioni sono vuoti e abbandonati. Di ciò ritengo responsabile Expo Spa ed il BIE, nella sua funzione di organismo superiore e di controllo”.

 

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L'intervista dell'ing. Cestari al TG3

 

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