Rep.du Congo Economie

26 Janvier 2010
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Rep del CongoQUADRO MACROECONOMICO
In Repubblica del Congo la guerra civile, combattuta tra il 1997 e il 1999, seguita da combattimenti sporadici, terminati con gli accordi di pace del 2003, ha distrutto una larga parte del paese ed ha provocato un netto deterioramento delle sue potenzialità economiche.
Il programma di ricostruzione post-bellico si era posto l’obiettivo di conseguire la restaurazione delle condizioni ottimali per una rivitalizzazione sociale ed economica del paese, attraverso la riabilitazione di tutti i settori economici.
Esso e’ stato finanziato principalmente mediante l’intenso sfruttamento del vasto patrimonio di risorse naturali del paese, in particolare le riserve petrolifere.
Negli ultimi anni e’ stato proprio il petrolio a rappresentare il principale catalizzatore della crescita, data la sua preponderante importanza nella struttura economica del paese.
L’economia del paese e’ infatti ampiamente dominata dalla produzione petrolifera che rappresenta oltre il 50% del PIL, più dell’85% delle sue esportazioni ed il 70% delle entrate di bilancio.
Il ruolo primario esercitato dal settore minerario cela l’importanza relativa di altre attività, soprattutto in termini di occupazione.
Ad esempio, il settore forestale rappresenta soltanto l’1% del PIL ma impiega l’11% della forza lavoro.
Il contributo del settore manifatturiero al PIL e’ molto modesto, a causa dell’esistenza di numerosi vincoli di offerta, quali soprattutto lo scarso livello delle infrastrutture, la limitata disponibilità di energia elettrica ed un sistema di intermediazione finanziaria poco articolato.
I servizi, specialmente il commercio e i trasporti, contribuiscono solo per il 30% alla formazione del PIL.
Uno dei principali vantaggi comparati del paese e’ rappresentato dal Porto Autonomo di Pointe-Noire, porto oceanico per gli idrocarburi sul quale il paese spera di poter puntare perchè centro di transito mercantile a livello sub-regionale.
Nel 2008 l’aumento della produzione petrolifera ha stimolato la crescita anche del settore non petrolifero, in particolare del settore agricolo, forestale e dei servizi, in più è cresciuto l’interesse da parte degli investitori stranieri per le altre risorse naturali presenti nel paese.
Inoltre, l’aumento degli introiti petroliferi ha favorito la sostenuta crescita del settore delle costruzioni, mentre la robusta domanda interna ha consentito la forte espansione dei settori del commercio e delle telecomunicazioni.
La politica economica del governo congolese e’ fondamentalmente basata sulla necessità di espandere le infrastrutture del paese, attraverso l’utilizzo delle entrate petrolifere e nello stesso tempo  riattivare i canali negoziali con il Fondo Monetario per un nuovo programma di assistenza.


Dati tecnici:
PIL
2,3 miliardi di dollari

PIL pro capite
800 dollari

Tasso annuale di crescita
3,7%
 


Inflazione
1,8%


IL SETTORE AGRICOLO
L'agricoltura impiega quasi la metà della popolazione attiva.
Si tratta in larga misura di attività di pura sussistenza, praticate spesso con tecniche arcaiche, non mancano però piantagioni di più recente costituzione e redditizie aziende di Stato create con l'assistenza tecnica cinese sul modello delle comuni.
Non è stato tuttavia ancora raggiunto l'obiettivo dell'autosufficienza alimentare.
Per il consumo interno si coltivano soprattutto manioca, mais e altri cereali, patate e banane; ma ben maggiore importanza economica hanno i prodotti destinati all'esportazione, che provengono in genere da vaste piantagioni dove l'impiego di moderne tecniche consente di ottenere un'elevata produzione.
Di particolare rilievo sono varie oleaginose (palma da olio, arachidi, sesamo), la canna da zucchero, il caffè, il cotone, il tabacco.
La principale risorsa del Paese è però rappresentata dalle foreste, che coprono oltre la metà della superficie nazionale, benché non siano ancora adeguatamente valorizzate anche per l'insufficienza delle vie di comunicazione.
Si ricavano tuttavia legnami pregiati per l'esportazione, in particolare okoumé, mogano ed ebano.
Scarsissimo rilievo ha invece l'allevamento del bestiame (il Congo è costretto a importare carne e latticini), anche se si è cercato di introdurre per esempio razze bovine resistenti alla tripanosomiasi; del pari ha un ruolo del tutto marginale la pesca.

OPPORTUNITA’ COMMERCIALI PER LE IMPRESE ITALIANE
Nel paese gia’ operano da anni diverse imprese italiane, soprattutto nell’ambito delle attivita’ di estrazione petrolifera e dei servizi associati, in particolare nella costruzione e nella fornitura di macchinari ed impiantistica, nel settore forestale e della lavorazione del legname.
Una multinazionale italiana ha annunciato investimenti nel paese per 3 miliardi di dollari per il periodo 2008-2011 presentando una serie di progetti, tra cui la produzione di petrolio ultrapesante da sabbie bituminose, di biocarburanti (biodiesel da olio di palma) e progetti di generazione elettrica, in particolare la costruzione di una centrale a gas da 300MW a Pointe Noire, successivamente ampliabile a 450MW, che trasformerebbe il paese da importatore netto ad esportatore netto di energia.
La percezione del prodotto italiano, sia per quanto concerne i beni di consumo che quelli di investimento e’ molto elevata presso i consumatori e gli imprenditori congolesi e il made in Italy e’ considerato garanzia di elevata qualità ed affidabilità.
Le principali opportunità possono essere rinvenute nell’ambito della meccanica strumentale, dei macchinari agricoli, dei prodotti chimici e farmaceutici, delle apparecchiature elettro - meccaniche e medicali, delle costruzioni e delle infrastrutture, della componentistica auto, dei mezzi di trasporto e delle telecomunicazioni.
A Pointe Noire attualmente si registrano già diverse aziende italiane, dato destinato ad aumentare vista la significativa richiesta del prodotto italiano.
Possono essere valutate fattibilità di avviare con il Congo potenziali opportunità di cooperazione commerciale e manifatturiera nell’ambito delle attività di esplorazione e di estrazione petrolifera, nel campo della lavorazione del legno e della gestione delle risorse forestali, della ricerca medica e farmacologica, ma anche nei settori delle biotecnologie e delle energie alternative, grazie anche al ricco e variegato patrimonio naturale del paese.


INDUSTRIA
L'industria partecipa per oltre la metà alla formazione del prodotto nazionale ed è rappresentata soprattutto da aziende operanti nel settore alimentare (oleifici, zuccherifici, complessi molitori) e in quello della lavorazione del legno; si annoverano inoltre manifatture di tabacchi, birrifici, cementifici, cotonifici e una raffineria di petrolio.
Il commercio estero si svolge essenzialmente con la Francia, dalla quale proviene la metà dei prodotti d'importazione; più discontinuo è il ventaglio degli acquirenti di merci congolesi. Le importazioni riguardano soprattutto macchinari, mezzi di trasporto, prodotti chimici e tessili, mentre le esportazioni sono in prevalenza rappresentate da petrolio, legname, diamanti e prodotti agricoli (caffè, cacao, semi oleosi).


RISORSE ESTRATTIVE
L'attività mineraria ha compiuto discreti progressi nell'ultimo decennio, anche se nel 1977 è stata chiusa la miniera di sali potassici di Holle Saint-Paul, presso Pointe-Noire.
Il Congo, estrae modesti quantitativi di rame, zinco, stagno, piombo, ma la principale risorsa mineraria è costituita dai vari giacimenti di petrolio e di gas naturale.
Molto ricco è anche il patrimonio idroelettrico, benché la produzione di energia elettrica sia tuttora piuttosto scarsa.


SETTORI IN ESPANSIONE
Buone possibilità di crescita sono previste anche per i settori non petroliferi in particolar modo il settore agricolo, forestale e dei servizi.
In campo agricolo e’stato completato un Progetto Pilota per introdurre la coltivazione del riso nella regione della Cuvette nel Distretto di Oyo, per promuovere nuove prospettive agro-alimentari e creare un modello innovativo di sfruttamento del suolo.
L'obiettivo generale è riuscire a ridurre il deficit di produzione del riso nel paese che, a causa della mancanza di varietà resistenti e di tecnologie idonee per la produzione deve ricorrere all'importazione per soddisfare i fabbisogni della popolazione.

LEGGE SUGLI INVESTIMENTI
Le imprese straniere con base nella Repubblica del Congo hanno gli stessi benefici e privilegi delle imprese congolesi, secondo l’attuale legislazione commerciale.
Tuttavia, l’Articolo 11 della Legge N.19-2005 del 24 novembre 2005 proibisce la proprietà  straniera nelle attività  di commercio al dettaglio, di panificazione e nei trasporti urbani ed extra-urbani, limitandola esclusivamente ai cittadini, anche se la legge e’ rimasta finora inapplicata.

Il Codice per gli Investimenti (Legge. N. 6 del 2003) offre un ampio spettro di vantaggi per gli investitori stranieri, quale libertà di esercizio di impresa, non discriminazione sulla base della tipologia degli investimenti e parità  di trattamento di fronte alla giustizia.
La legge considera la possibilità di concedere quattro tipologie di incentivi agli investitori:
a) incentivi alle esportazioni;
b) incentivi al reinvestimento dei profitti nel paese;
c) incentivi alla localizzazione in aree depresse del paese;
d) incentivi per investimenti sociali e culturali.


IL SISTEMA FISCALE CONGOLESE
Per le aziende si applica una tassa progressiva sul reddito che va dall’ 1 al 50% . Tale aliquota varia a seconda dello stato civile di un individuo e del numero di dipendenti. Chi ha un’impresa deve inoltre pagare  per i dipendenti una tassa sulla sicurezza sociale e un’imposte sul reddito regionale.
A partire dal 1 ° gennaio 1995, l'aliquota dell'imposta sulle società era del 49%, con una riduzione dell’aliquota per le imprese statali speciali, gli enti senza scopo di lucro, e le aziende agricole. Oggi è stata ridotta al 38%. Esiste inoltre una tassa sulla cifra d'affari, le accise e le tasse di proprietà.

Nello specifico:
Il reddito della società
Il reddito soggetto ad imposta è determinato sulla base degli utili  conseguiti o delle transazioni effettuate in  Congo. L'imposta apèplicata è del 38%.

Se una società residente in Congo  detiene  almeno il 25% delle azioni nel Programma di Affiliazione  solo il 10% del dividendo è soggetto ad imposta.

Capital Gains
Le plusvalenze sono trattate come normale reddito d'impresa e sono tassate con aliquota fiscale sul reddito standard al 38%.
Tuttavia, una plusvalenza realizzata sulla  cessione di un bene immobilizzato è escluso dal  gettito fiscale per un periodo di tre anni se il contribuente  reinveste il guadagno in nuove immobilizzazioni per il business.
La plusvalenza derivante dall’ assegnazione gratuita di azioni, obbligazioni o la fusione di  società a responsabilità limitata, sono escluse dall’imposizione a condizione che la società  derivante dalla fusione abbia la sua sede legale in Congo.
Sulla cessione e/o trasferimento di una  società, entro cinque anni dopo la sua costituzione o l'acquisto, le plusvalenze nette saranno valutate solo per la metà del loro valore.

Detrazioni
Le detrazioni sono consentite per ragionevoli spese sostenute per lo svolgimento di attività che producono  reddito. 
Le spese ritenute  eccessive o inutili per lo svolgimento dell’attività possono essere  respinte e soggette a tassazione con un’aliquota del 50% o addirittura al pagamento di una penale a discrezione dell’autorità esaminatrice della pratica.

Affitti
I Pagamenti di  fitti  immobiliari sono deducibili per intero, a condizione che siano ragionevoli.
Tuttavia, qualsiasi canone di locazione pagato a un  membro di una società che possiede  almeno il 10% delle azioni nella stessa società e’ deducibile.
Retribuzioni
Salari, stipendi e prestazioni in natura sono deducibili per intero, a condizione che siano ragionevoli e relativi alla reale occupazione.

ACCORDI COMMERCIALI
La Repubblica del Congo e’ membro della Unione Monetaria Centro-Africana (insieme aCamerun, Repubblica Centro-africana,Chad, Gabon e Guinea Equatoriale) che stabilisce uniformita’ di condotta delle politiche monetarie e valutarie da parte dei paesi membri, poste sotto la gestione della Banca degli Stati dell’Africa Centrale (BEAC).
Il Congo e’ membro dal 1994 della comunita’ economica e monetaria dell’Africa Centrale,insieme a Gabon, Camerun, Guinea Equatoriale, Repubblica Centro-Africana e Ciad.
E’inoltre membro della WTO dal 1995.

DAZI DOGANALI
I diritti doganali prevedono una Tariffa Esterna Comune, TEC (dal 5% al 30%) ed una Tassa Comune d’Integrazione, TIC, (1%) che viene applicata alle importazioni da paesi terzi, non membri della CEMAC; il pagamento della RUSID (Canone dovuto per l’utilizzo del sistema informatico delle Dogane), calcolata sulla base del tempo impiegato per l’operazione doganale.
Questa tassa, che è obbligatoria, puo’ variare da una percentuale del 2% all’80% o più del valore dichiarato in dogana, il che rende impossibile il calcolo anticipato dell’ammontare da versare alle dogane.
Esistono inoltre diritti di accisa (dal 5% al 32%) sui prodotti di consumo di lusso (vini e liquori, sigarette, cosmetici). Queste tasse di fabbricazione vengono applicate anche per la produzione locale (acqua minerale, birra esigarette).

La Tassa sul Valore Aggiunto del 18%. (TVA)
Per alcuni prodotti di produzione locale (cemento, acqua minerale, zucchero, pollame congelato) l’aliquota della TVA è ridotta al 10%. I latticini, il burro e la margarina, i cereali, i medicinali e apparecchiature mediche, i concimi e le sementi sono esonerati dal pagamento dell’IVA.
Franchigie doganali o agevolazioni all’importazione vengono concesse in base ad accordi particolari (appalti statali) o per particolari settori (es.petrolifero, minerario, turistico).
La politica commerciale concretamente applicata dal paese appare piu’ complessa di quella ufficiale, in quanto e’ accompagnata da una seri di tasse non contemplate nell’ambito degli impegni assunti in sede WTO e nell’ambito degli accordi regionali.

LA PROPRIETA’
In base a decreti governativi tutte le terre libere  sono di proprietà dello Stato (demanio privato dello Stato)e riguardo alle stesse vengono accordate concessioni per il loro utilizzo o sfruttamento a individui o societa’ estere di capitali.
La proprietà privata, compresi i diritti di proprietà industriale, trova piena protezione legale.
Sono riconosciuti e tutelati i diritti di proprietà sugli edifici e mobili.

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